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editoriali

Nel Milan di oggi ci sono tutte le vite di Paolo Maldini

Il Milan sta trasmettendo in questa sua fase storica una sensazione di leggerezza e gioia di giocare a pallone.  Contestualmente arrivano i risultati. Lo Scudetto e un’impronta forte ad inizio stagione, quasi a voler dimostrare che non è stato vinto per caso.

E anche in Champions il Milan si è presentato in maniera più decisa, facilitato magari da un girone più abbordabile rispetto alla scorsa stagione.

Dal punto di vista tecnico, già da un anno, non si fa che sottolineare il lavoro enorme in fase di mercato e di scelta degli uomini da parte di Maldini (e Massara). Sin dalla riconferma di Pioli, spinta da Maldini in prima persona, per passare dal non rinnovo di Donnarumma e della scelta di Maignan. Fino agli ultimi acquisti di DeKetelaere.

Ma quello che più si avverte in questo Milan è quello “spirito Milan” che fu e che per tanti anni ha accompagnato le vittorie dei rossoneri proprio negli anni di Paolo e che è sempre stato il comune denominatore della squadra aldilà di moduli, tecnici e perchè no, anche di risultati.

Questo Milan ha molto di quel Milan, nella voglia, nel gruppo, nella leggerezza, nella determinazione di costruire un percorso e concluderlo.

Non ci sono i Gullit, i Van Basten, i Savicevic. Non c’è Sheva e non c’ Weah. Ma c’è il Milan.

E c’è Maldini.

Ieri in una intervista prepartita con Capello e Costacurta in studio sembrava una rimpatriata fra amici. Si intravvedeva nello sguardo di Paolo, la soddisfazione nel ricordare persone e momenti passati, che avevano un perfetto effetto specchio con momenti attuali. Era cambiata solo la prospettiva.

Oggi Maldini intervistato ad una radio privata, ha ricordato alcuni momenti della sua carriera e segnalato la differenza del ruolo del giocatore fra allora e adesso, con social, fotografi occasionali, possibilità di feste illimitate, ma potenzialmente registrabili da chiunque.

Maldini ha poi raccontato la sua storia. I suoi anni post calcio. L’ha chiamata la sua seconda vita, con un inizio difficile, fatto di adrenalina che ti manca per non poter giocare. I suoi progetti extra calcio, la gioia di godersi i figli e la moglie e i ritmi segnati da orari fissi e cose normali ma mai fatte come i caffè con gli amici.

E poi c’è questa terza vita. Quella fra casa, ufficio e Milanello. Fatta di camminate sul campo , chiacchere coi giocatori, e tensioni in tribuna.

Ecco nei racconti del più normali fra i campioni assoluti di questo calcio capiamo quanto di lui ci sia in questo Milan. Fatto di grande classe e grande voglia di vincere (la sua), fatto di sportitvità e competitività (la sua). Fatto di valori semplici e unione (i suoi), C’è la capacità di aspettare il momento giusto come ha fatto lui per entrare nella sua terza vita.

In questo Milan c’è tutto Paolo Maldini

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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