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Roma, disastrosa trasferta ad Udine, ne prende 4

Quattro goal dall’Udinese e la Roma perde il primato in classifica.

I giallorossi rientrano con le ossa rotte e la testa piena di dubbi.

La difesa che aveva incassato appena un gol, in una sola partita ne prende quattro.

Un disastro senza attenuanti.

Bisogna fare i complimenti all’Udinese che ha macinato calcio vero e imposto il proprio gioco alla Roma.

I primi due gol, segnati da Udogie e Samardzic, con la generosa collaborazione di Karsdorp e Rui Patricio.

Di Pereyra e Lovric i sigilli del 3-0 e del 4-0, a gara ampiamente compromessa.

Piove sul bagnato per via dell’uscita di Abraham per infortunio alla spalla sinistra.

Poca Roma e poco lucida, tanta Udinese bella e pratica nel primo tempo chiuso in vantaggio dai friulani per 1-0. Gol lampo di Udogie, dopo 2’ e 10”, in realtà quasi un’autorete: Karsdorp appoggia di petto all’indietro su Rui Patricio un pallone crossato in area da Pereira.

Udogie in agguato si lancia e ruba il tempo a difensore e portiere e scarica nel sacco. Udinese subito avanti.

Ben raccolta nella fascia di centrocampo, dove Samardzic,Walace e Arslan fanno densità ingolfando le linee di passaggio della Roma.

Pellegrini e Dybala sulla trequarti faticano a penetrare la fitta rete di maglie bianconere.

Al 14’ tuttavia Dybala ha sul sinistro il pallone del pareggio ma lo calcia sottomisura addosso a Silvestri.

La Roma fatica nelle uscite, il gioco non scorre limpido come quando la squadra di Mourinho agisce negli spazi.

Spinazzola dubscobtra a più riprese cin Pereyra e Karsdorp, praticamente non partecipa al match.

Troppo poco per parlare di una bella partita e molto fisica.

Mourinho mette mano alla panchina facendo entrare Belotti e Celik per Cristante e Karsdorp.

La squadra passa al doppio centravanti con Dybala e Pellegrini larghi sugli esterni.

Al 2’ spallata in corsa di Becao su Cel

La panchina giallorossa è un mare in tempesta. Nel tentativo di rimontare la Roma si allunga e per l’Udinese ne può aproffitare.

Al minuto 11’ Samardzic lavora indisturbato un pallone e dai venti metri scarica il mancino.

Rui Patricio si tuffa goffamente, manca la presa e il pallone sul rimbalzo lo beffa: 2-0 Udinese.

Sottil mette mano ai cambi: fuori Success, Arslan e Samardzic, dentro Beto, Makengo, Lovric.

L’Udinese rimane padrona e con la corsa blocca gli avversari in duelli ruvidi nell’uno contro uno.

Poco dopo Mourinho tenta l’ultima carta. Fuori Mancini per Zalewski che va a piazzarsi largo a destra sulla linea dei mediani.

E’ la mossa della disperazione che però lascia le cose come stavano. Anzi per la Roma le cose peggiorano.

Sbilanciata in avanti per tentativo di riacchiappare il risultato la squadra di Mourinho concede le ripartenze all’Udinese.

Alla mezz’ora l’azione viene rifinita da Makengo per Pereyra che si toglie lo sfizio di chiudere in porta con un cucchiaio. E sono tre.

C’è tempo per salutare il ritorno in campo di Shomurodov per Abraham, infortunato alla spalla sinistra e l’esordio di Camara per Pellegrini.

Arriva il quarto gol dell’Udinese, segnato da Lovric, servito col contagiri dall’incursore Pereyra.

MUna Roma ambiziosa non può permettersi di prendere un’imbarcata simile.

Altro che scudetto.

Qui occorre un bagno collettivo di umiltà.

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