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Champions League

Juventus: livello di gioco ai minimi storici. Il PSG per capire che strada prendere

5 partite: 9 punti.

Questo è il bottino di questo inizio di campionato in casa Juventus.

2 vittorie e tre pareggi.

Nessuno sembra perfetto in questa Serie A, tutti sembrano avere qualche problemino, cosa che rende e probabilmente renderà fino alla fine, il campionato interessante.

La Juve però aldilà dei punti sembra avere delle criticità che possono preoccupare un po’ di più rispetto a quelle di alcune delle avversarie.

Innanzitutto perchè la Juve non si può permettere di fare un’altra stagione senza vittorie e poi perchè la campagna acquisti è stata mirata e a detta della società importante al netto di qualche incertezza o sfiga del primo periodo

Andiamo a vedere nel dettaglio.

Partiamo da quello che va. Sicuramente il fatto che comunque non sia mai arrivata una sconfitta. Se pensiamo che l’Inter ha già perso due partite su cinque, pur avendo gli stessi punti, questo è un punto a favore dei bianconeri che hanno quindi meno critiche “da risultato” in casa.

In realtà per certi versi può essere anche un male. Perdere, anche male, una partita è una scossa che ti rimette coi piedi per terra, vivacchiare potrebbe portare a far si che le incertezze vengano coperte dai risultati.

Quello che non va è sicuramente il gioco.

Le squadre di Allegri, non hanno mai presentato un gioco arioso e particolarmente spettacolare, questo lo si sa e infatti non era lecito aspettarsi un cambiamento radicale dall’allenatore livornese.

Ma in queste prime cinque partite il livello è stato bassissimo. Potremmo dire tranquillamente che ha raggiunto i minimi storici delle Juventus di Allegri.

Un’analisi dettagliata delle 5 partite ci dice chiaramente che le due vittorie con Spezia e Sassuolo sono arrivate per prodezze dei singoli e per una gestione della partita facilitata da una netta supremazia di tipo tecnico.

Con il Sassuolo dopo i primi venti minuti di possesso palla dei neroverdi e conseguente fatica a nell’impostazione della partita, Allegri ha fatto abbassare il baricentro alla squadra di 30 metri non permettendo lo sviluppo dell’azione della squadra di Dionisi, favorendo cosi le ripartenze bianconere dalle quali è arrivato il primo gol che ha cambiato la partita potendola incanalare nei binari voluti.

Con lo Spezia dopo 9 minuti una magia di Vlahovic su punizione ha aperto le danze, poi la Juve ha controllato e ottenuto il raddoppio nel finale di partita. Diremmo Juve cinica e attenta se non avessimo visto le altre partite. Ma avendole viste potremmo anche dire che senza quel gol di Vlahovic in apertura, il match si sarebbe potuto incartare.

Cosa che è successa con la Sampdoria. Partita bruttissima. La Samp in difficoltà di rosa e di punti, aveva la necessità di sboccare la classifica. Giampaolo ha eretto un muro fatto di raddoppi e dighe davanti all’area di rigore che la Juve non è mai stata in grado di superare. E neanche troppo spesso si è avvicinata a farlo. Quindi il risultato di 0 a 0 è l’iconizzazione perfetta di una partita in cui una squadra si difende e basta e l’altra non riesce ad attaccare in modo non banale e non prevedibile.

Rimangono gli altri due pareggi con squadre più quotate: Roma e Fiorentina.

Con la Roma sempre Vlahovic apre su punizione. Poi nel primo tempo solo controllo di una Roma che a detta stessa di Mourinho è stata inqualificabile. Nel secondo col risveglio dei giallorossi e inevitabile pareggio. Troppo poco

Con la Fiorentina la situazione ha raggiunto l’imbarazzante.

Il gol di vantaggio poteva permettere alla Juve di fare la partita che voleva con una squadra che, quando possibile, fa possesso palla contro tutti gli avversari e a volte si espone al contropiede.

Invece il gol in contropiede la Juventus lo ha subito, incredibilmente, da un calcio d’angolo a favore nato dall’unica occasione, oltre al gol, di tutta la partita.

Da quel momento solo Fiorentina. Ma in modo a tratti imbarazzante. Perin ha sventato due o tre grandi occasioni, compreso un rigore. E la squadra non è mai riuscita a superare palla al piede la metà campo nella ripresa

Una difesa ad oltranza che non si vedeva da anni generata dall’incapacità di rilanciare anche solo una azione di rimessa che alleggerisse la difesa o facesse pensare alla squadra di Italiano di avere di fronte una squadra che potesse impensierire Terraciano

L’agitazione di Allegri nel finale di partita aspettando il fischio finale la diceva tutta sull’andazzo della partita.

Domani la Juventus inizia la spedizione di Champions sul campo peggiore che gli potesse capitare. Quello del Parco dei Principi.

Impostare dall’inizio, o ritrovarsi costretti a fare, una partita come quella di Firenze contro il PSG è rischioso.

Se Ikonè, Jovic e Sottil hanno graziato la banda di Allegri non è lecito aspettarsi altrettanta benevolenza da Messi, Neymar e Mbappè.

Il rischio pallottoliere esiste e bisogna evitarlo.

Sia chiaro, sarebbe folle immaginarsi una Juventus sbarazzina che affronta a viso aperto i francesi, ma bisognerà organizzare le due fasi di gioco in modo migliore o almeno in modo che siano effettivamente due e non una sola.

Per la Juventus la partita di domani è uno spartiacque. Giocandola in modo degno, anche perdendo magari, ma dimostrando che la squadra ha la possibilità di fare un gioco offensivo (fino ad ora non ne abbiamo visto traccia, i gol sono solo lampi di singoli) allora si potrà vedere una luce in fondo al tunnel e la possibilità di riproporre il sistema contro avversari più deboli.

Se invece dovessimo vedere un copia e incolla di quello che abbiamo visto con Samp, Fiorentina e nel secondo tempo contro la Roma, credo invece che allora sarà arrivato il tempo di valutazioni decisamente più serie su come affrontare il resto della stagione

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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