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editoriali

MILAN – INTER STORY – 5a parte – 1992. Milano trema

Nella settimana di Milan-Inter ripercorriamo il cammino del Derby di Milano, una partita che ha attraversato 110 anni di storia del nostro paese

Prima Parte https://momentidicalcio.com/2022/09/01/milan-inter-story/

Seconda parte https://momentidicalcio.com/2022/09/02/milan-inter-story-2/

Terza parte https://momentidicalcio.com/2022/09/02/milan-inter-story-3a-parte/

Quarta parte https://momentidicalcio.com/2022/09/02/milan-inter-story-3/

 

C’è un derby particolare nella storia di Milano.

E’ quello del 18 aprile 1992. Vince il Milan per 1-0 , gol di Massaro che batte Zenga con un colpo di testa che anticipa portiere e difensore.

L’Inter era allenata da Luis Suarez, spagnolo, ex bandiera interista ai tempi della presidenza di Angelo Moratti. Luisito è subentrato a fine girone d’andata a Orrico, a cui era stata affidata la squadra a inizio stagione. La scelta fu una delle più infelici nella storia dell’Inter.

Si giocava di sabato. Il giorno dopo sarebbe stata Pasqua. Il Milan è in testa alla classifica, ha 14 punti più dell’Inter e la differenza fra le due squadre c’è anche se l’Inter la camuffa bene. Ma a un certo punto l’arbitro Cesari espelle Desideri per doppia ammonizione; la prima era per proteste su un presunto rigore per fallo di Antonioli in uscita sullo stesso Desideri (le cronache diranno che era rigore netto), il secondo per un fallo netto su Albertini.

Da li in poi solo Milan. Fino al gol di Massaro che sancisce la vittoria della squadra di Capello sempre più lanciata verso lo scudetto.

Una partita normale insomma. Il motivo per cui ricordarla però è un altro.

Da ormai molti anni infatti il derby di Milano era diventato una specie di vernissage per vip, politici, pezzi grossi dell’Industria, dell’editoria e della Milano che conta. Della Milano da bere, si diceva negli anni 80.

Quella Milano li, però stava per morire. Quell’Italia lì stava per morire!

Due mesi prima infatti Mario Chiesa era stato arrestato. Colto in flagranza di reato stava intascando una tangente da 7 milioni di lire. Lui era un uomo del Partito Socialista, che da anni gestiva Milano e governava in Italia (insieme alla DC). Aveva il ruolo istituzionale di essere il Presidente del Pio Albergo Trivulzio, storica casa di cura milanese. La tangente gliela stava pagando una ditta come caparra per la garanzia di aggiudicarsi la gara d’appalto per le pulizie all’interno della struttura. Craxi lo scarico dopo poche settimane definendolo “Mariuolo isolato” che ledeva il buon operato del partito.

La situazione politica era molto delicata. Il pool di Mani Pulite, cosi venne chiamata l’inchiesta, capitanato da Antonio DiPietro, voleva evitare che il suo lavoro venisse strumentalizzato per fini politici. A inizio aprile ci sarebbero state le elezioni, pertanto dopo l’arresto di Chiesa la prima cosa che i magistrati fecero fu quella di valutare la possibilità di non smuovere troppo la situazione. Cercare di capire quanto Chiesa era disposto a parlare e a fare nomi era molto importante. Ancor più lo sarebbe stato aspettare il termine delle elezioni per procedere ad altri fermi in modo che la vicenda non diventassi alibi o strumento di natura prettamente politica per indirizzare le scelte dei cittadini.

E cosi fu.

C’è un’aria strana a Milano in quel periodo. Il periodo post elettorale è generalmente un periodo di grande fermento politico e sociale. E anche la Milano industriale generalmente sembra molto smaniosa di sapere se e quando cambierà qualcosa e quali saranno gli uomini che guideranno il paese.

Ma quell’anno il sentimento generale della Milano che conta è diverso. La Milano da bere che sfila allo stadio in passerella non c’è. Sembra preoccupata. Ermetica.

La sensazione di quella Milano lì , si raccontò a distanza di anni , era la stessa che avevano quei bambini certi di aver combinato un disastro che prima o poi la mamma avrebbe scoperto e che non sapevano se reagire con un immobilismo insospettabile o cercando di mettere una pezza rischiando però di essere definitivamente scoperti.

La Milano da bere ha il terrore che Chiesa parli. Se lo facesse verrebbe scoperchiato un pentolone da dove tutti hanno attinto e sarebbero problemi serissimi per tutti. Altro che terremoto in Irpinia. Altro che muro di Berlino. “Qui ci sbattono dentro e buttano la chiave” avrà pensato qualcuno.

Milano è diventata improvvisamente silente. Una città che per anni è stata il centro del culto edonistico degli anni 80, colorata e chiassosa, diventa improvvisamente riservata. Milano non parla. E’ in silenzio. Davanti al Palazzo di Giustizia, spuntano giornalisti da ogni angolo, ma sarà ancora poco. Il peggio deve ancora venire.

Perchè Mario Chiesa alla fine parla. E la politica e gli industriali lo sanno perchè il 2 aprile il pool decide che i domiciliari possono bastare e lo mandano a casa.  Probabilmente è il premio per aver cantato. Potrà cosi votare al suo seggio, regolarmente. Le elezioni ci sarebbero state 3 giorni dopo.

I partiti storici perdono punti, ma ottengono una maggioranza risicata che gli permetterà di mettere in piedi un governo, ma è evidente che l’umore con cui si affrontano le elezioni è quello che. Alcuni sono più fiduciosi: ora eleggiamo il Presidente della Repubblica, formiano un governo e tutto torna come prima

Il 18 aprile, vigilia di Pasqua, Milano è comunque preoccupata da quello che può aver detto Chiesa, e non ha tutta questa voglia di andare a mettersi in mostra allo stadio come succedeva ai tempi di Sacchi e del Trap. E aveva ragione.

4 giorni dopo il derby, a elezioni finite e camere già insediate. ci furono 8 arresti fra industriali della zona. Piccoli industriali nulla di che ma avrebbero parlato. Mani pulite entrava nel vivo. Crollò nel giro di pochi mesi tutta una classe dirigenti che reggeva fra alti e bassi da anni. Tantissimi anni.

La storia di Tangentopoli, cosi fu ribattezzato giornalisticamente l’inchiesta Mani Pulite, entra nel vivo. Fu un periodo particolare della storia italiana. Fu un periodo particolarissimo per la città di Milano . Tutte le grandi connessioni fra industria e politica crollarono una ad uno.

L’arresto di Chiesa sancì ufficialmente la fine del periodo magico degli anni 80 nella storia di Milano.

Per il Milan il periodo magico invece durò ancora per un po’. Massaro c’era sempre. Pronto a fare goi

 

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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