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L’angolo tattico: Fiorentina – Napoli è uno 0-0 che non annoia

Diciamolo subito . Fiorentina Napoli è stato uno 0-0 tutt’altro che banale.

Se non avete visto la partita e leggendo il risultato pensate ad una partita noiosa con squadre attente a non subire gol e a cui il pareggio andava bene sbagliate di grosso.

I ritmi sono stati alti, nel primo tempo a tratti altissimi. Le proposizioni tattiche erano mirate principalmente a guadagnare metri nella metà campo avversario.

Entrambe hanno provato a tenere il baricentro molto alto e la squadra più corta possibile. Solo nel secondo tempo, quando le forze fisiche iniziavano a venire meno le cose sono leggermente mutate, con il Napoli che ha allungato leggermente la squadra e la Fiorentina, più stanca del Napoli per la partita di giovedi, per non correre il rischio di fare uguale ha preferito sentendosi in deficit fisico di abbassare leggermente la squadra ma rimanere compatta.

Le occasioni non sono state moltissime, ma il tasso agonistico è stato elevatissimo e il tecnico buono.

Il Napoli ha cercato le sue soluzioni vincenti dell’ultimo periodo, ossia l’estemporaneità di Kvaratskheila e il fisico di Osimhen. Il primo è stato controllato magistralmente da Dodò (attenzione può diventare il terzino destro più forte della Serie A), mentre il nigeriano è stato ben controllato dalla coppia centrale viola, con Milenkovic praticamente insuperabile che ha coperto anche qualche insicurezza di Martinez Quarta.

Sottil nella Fiorentina, svolge alla perfezione il ruolo di uomo che allarga la difesa. Non è mai a più di 4 metri dalla linea laterale. I compagni lo sanno, lo cercano in maniera automatica da qualsiasi parte del campo appena non hanno il passaggio comodo. Questa posizione lo rende un uomo non ideale per andare a far gol, ma con la sua capacità di saltare l’avversario ha la possibilità fissa di creare superiorità numerica.

Ikone e Lozano si sono sostanzialmente equivalsi: entrambi troppo fumosi, entrambi poco presenti in area. Entrambi candidati al titolo di leader nella classifica di tiro ribattuto.

Lo schema è l’interpretazione di gioco sostanzialmente analoga delle due squadre ha generato una serie di battaglie in mezzo al campo importanti che si sono sostanzialmente concluse in pareggio.

Per il proseguio del loro campionato ci sono sensazioni positive importanti per entrambi, ma anche spunti di miglioramento.

Zielinski deve partecipare di più alla fase offensiva, con meno paura. Barak è l’uomo che la Fiorentina può usare per scardinare le difese chiuse. Se gli esterni fanno fatica ad essere concreti sotto porta, la loro capacità di creare superiorità numerica permetterà, coi giusti tempi di inserimento, al neo acquisto viola di avere buone palle gol (ieri ne ha avuta una). E la storia di Barak ci dice che lui la possibilità di arrivare in doppia cifra ce l’ha nelle corde.

Per ora Cabral meglio di Jovic. Se Italiano recupera a pieno lo slavo, la Fiorentina diventa una mina vagante del campionato. Raspadori nel Napoli sarà l’uomo spaccapartita. Ieri ci ha provato. Si è mosso bene fra le linee, ha avuto la sua palla gol ma Gollini si è allungato bene ed è riuscito a togliere dall’angolino basso un tiro perfetto a cui mancava solo un po’ di potenza per essere imprendibile.

Concludendo il Napoli può sembrare aver fatto un passo indietro rispetto ai 9 gol i n due partite, ma va tenuto conto dell’avversario e nel complesso poteva vincere su un campo dove, diciamolo chiaramente, a fine campionato avranno vinto in pochi.

La Fiorentina è al terzo 0-0 di fila fra campionato e coppe. Faticoso quello con l’Empoli, efficace quello con il Twente, determinato e quadrato quello con in Napoli. Per una squadra che fa un po’ di fatica a segnare non prendere gol è chiaramente determinante.  Non facciamoci ingannare però dal risultato. La Viola è squadra che propone gioco, sempre! Anche quando sembra non farlo. Il pareggio di ieri, con questa intensità di gioco, dopo la partita di giovedi ancora più intensa dal punto di vista fisico e soprattutto mentale è uno step importante verso lo status di grande squadra.

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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