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Lazio-Inter: un gemellaggio e una lunga storia di tanti ex

Lazio Inter è storia di un gemellaggio storico che va avanti ormai da anni. Le tifoserie ogni anno durante i due scontri diretti non perdono occasione per rinnovarlo, anche se a volte sul campo i match sono stati tutt’altro che amichevoli. Solo qualche anno fa le due squadre si sono giocate un posto in Champions all’ultima giornata, per non parlare del drammatico 5 maggio nerazzurro, proprio a Roma contro i laziali.

Anche sul mercato i rapporti sono sempre stati ottimi. Lo dimostrano i tantissimi passaggi di giocatori da una squadra all’altra. Principalmente, va detto, dalla Lazio all’Inter.

Il primo, quasi cento anni fa, fu Fulvio Bernardini.

Ma è in tempi recenti, con un mercato sempre più frequente che i casi si sono moltiplicati esponenzialmente.

Nel 1992 in piena Tangentopoli, sbarca a Milano un uruguayano che in quattro anni in biancoceleste aveva segnato 40 gol. Ruben Sosa: piccolo, ma robusto. Agile e potente. Con un calcio da fermo impressionante. All’Inter arrivava nel tentativo di far riportare l’Inter ai livelli di quella di Trapattoni. Vinse una Coppa Uefa. Se ne andò con 44gol in tre anni, diventando il miglior marcatore uruguayano della Serie A e lo rimase finchè non sbarco in Italia Cavani

Nel 1996 fu la volta di Aaron Winter, centrocampista mobile e tecnico che si impose alla Lazio segnando anche un buon numero di gol per essere un centrocampista.

Passò all’Inter, prima stagione difficile a causa di una collocazione tattica non congeniale, fu decisivo in negativo nella finale di Coppa Uefa persa dai nerazzurri sbagliando un rigore nella sequenza finale. Si rifece, vincendo la coppa Uefa a Parigi nel 1998 proprio contro la Lazio per 3-0

Poi inizio il giro dei grandi attaccanti.

Christian Vieri dopo il mondiale di Francia nel 1998 torna in Italia dopo la parentesi fortunatissima all’Atletico Madrid. Cragnotti lo compra per 55miliardi di lire. Vieri si sta affermando come uno dei centravanti più forti al mondo, ma leggendo il suo curriculum non brilla per amore verso la maglia. Da inizio della sua carriera non è mai stato più di un anno con la stessa squadra. E infatti un anno dopo si trasferisce all’Inter. Nel mezzo 12 gol in 22 partite in campionato (allora si diceva che era forte, ma fragile), una Supercoppa Italiana e la storica Coppa delle Coppe per la Lazio con tanto di gol in finale.

All’Inter rimase 5 anni. Intensi. Fatti di gol. Tantissimi. 123 fra campionato e coppe. Ma pochi successi di squadra. Solo una Coppa Italia. Tanto amore, grandi coppie d’attacco. Grossi litigi con alcuni dirigenti, un finale fatto di pedinamenti e telefoni sotto controllo.

Il millennium bug non mandò in tilt i nostri sistemi informatici, le profezie di Nostradamus non si avverarono e quindi nell’estate del 2000 arrivò alla Lazio Hernan Crespo. Due anni in biancoazzurro 39 gol, passò all’Inter per una sola stagione da 7 gol in 18 presenze. Ci tornò nel 2006 dopo un passaggio al Chelsea di Mou e al Milan. Andò meglio alla seconda esperienza.

Poi fu l’epoca degli slavi. Dejan Stankovic e Sinisa Mihajlovic

Loro sono l’esempio del cuore diviso a metà fra Lazio e Inter

Dejan fa sei anni alla Lazio in cui diventa uno dei centrocampisti più forti e spietati della nostra serie A ed è uno delle bandiere assolute della squadra. C’è nel giorno storico dello scudetto, ma vince anche la Coppa delle Coppe, due Supercoppe Italiane, la Supercoppa Europea e una Coppa Italia. 6 anni di gloria assoluta. I migliori della storia della Lazio.

Passa all’Inter nel 2004 e fa anche meglio. E’ l’Inter del dopo Calciopoli. 5 scudetti, 4 coppe Italia, 4 supercoppe Italiane, e la Champions League alzata nella storica serata di Madrid

Sinisa invece vive il meglio della sua carriera alla Lazio (oltre che alla Sampdoria) dove rimane per sei lunghi anni in cui il mondo conosce le sue famose bombe su punizione; passa all’Inter nel 2004 ci rimane due anni, come validissima alternativa.

A livello di trofei fa pari. Uno scudetto e due Coppe Italia in entrambe le piazze. All’Inter aggiunge una Supercoppa in più (2 contro 1)

E poi c’è Goran Pandev. Che dopo 4 anni di Lazio con buoni risultati ma un finale da fuori rosa separato in casa, passa ai nerazzurri.

Da Fuori rosa al Triplete da protagonista. Tanta roba

4 anni sia in biancoazzurro che in neroazzurro per Antonio Candreva. Meglio il rendimento nella Lazio dove vince anche un Coppa Italia. Ma comunque protagonista nei suoi anni migliori con entrambe le maglie.

Arriviamo sempre più vicini ai giorni nostri e a un caso che all’epoca fu eclatante. Quello di Stefan DeVrij. Il centrale olandese passa dalla Lazio all’Inter nell’estate del 2018. Ma il trasferimento era già nell’aria da mesi.

DeVrij era a scadenza di contratto e aveva rifiutato tutte le offerte proposte da Lotito per rinnovare col chiaro intento di andare a parametro zero. L’accordo c’era già ed era proprio con i nerazzurri; Eupalla, dio del calcio di breriana memoria volle però che l’ultima giornata di campionato Lazio e Inter si giocassero un autentico spareggio per andare in Champions in uno scontro diretto.

Se la Lazio avesse vinto DeVrij avrebbe ricevuto il premio qualificazione, ma non avrebbe disputato la Champions la stagione successiva. Viceversa se ne sarebbe andato alla squadra che poteva garantirgli la platea continentale maggiore. Grandi polemiche nella settimana che precedeva l’incontro sulla opportunità di far giocare l’olandese o no.

Alla fine giocò, l’Inter vinse 3-2 a Roma e si qualificò alla Champions. De Vrij è ancora all’Inter oggi.

Ultimo ma non per importanza è l’attuale allenatore dell’Inter.

Simone Inzaghi, dopo una vita alla Lazio come giocatore intraprende la carriera di allenatore nel settore giovanile dei biancoazzurri. A Formello si specializza e fa esperienza nelle varie leve fino alla Primavera; quando capita l’occasione in seguito dell’esonero di Pioli (a proposito, altro doppio ex) viene promosso in prima squadra per un incarico ad interim fino a fine campionato che conclude con risultati più che dignitosi.

La stagione successiva la Lazio affida la panchina a Marcelo Bielsa che dopo pochi giorni però rinuncia in seguito a divergenze con Lotito. La panchina torna ad Inzaghi che ci rimane per 5 anni con ottimi risultati. Due coppe Italia e una Supercoppa. Nella Stagione 2019-2020 la Lazio vola ed è in linea con la Juventus per giocarsi il campionato.

Esplode però la pandemia da Covid e la Lazio, che in quel momento era sulla cresta dell’onda, alla ripresa del campionato, a porte chiuse, e con partite ravvicinatissime, paga lo stop e la rosa più corta rispetto alla rivale che si impone frantumando i sogni di un terzo scudetto. La Lazio tornerà comunque in Champions League.

Nell’estate del 2021 Inzaghi e Lotito si incontrano per rinnovare il contratto. Secondo le indiscrezioni giornalistiche proprio ad una cena con presenti Tare e Lotito, Inzaghi riceve la chiamata di Marotta che ha da poco saputo che Conte non sarà più l’allenatore dell’Inter nonostante sia fresco di scudetto.

L’accordo di rinnovo con la Lazio salta così in poche ore e Simone Inzaghi diventa il nuovo allenatore dell’Inter

Oggi a poche ore dal fischio di inizio di Lazio- Inter, un altro giocatore potrebbe prendere il Frecciarossa direzione Milano.

Si tratta di Acerbi, in rotta con la tifoseria biancoazzurra, pupillo di Inzaghi, che potrebbe andare a colmare il ruolo di ultimo difensore centrale in casa Inter.

Lazio e Inter. Una storia tutta da scrivere

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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