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Roma: cosa cambia tatticamente con Wijnaldum

Sbarcato Wijnaldum a Roma.

Il giocatore fortemente voluto da Mourinho rappresenta insieme a Dybala lo step necessario ai giallorossi per staccarsi dalle squadre a ridosso della zona Champions ed entrare di diritto fra quelle che la qualificazione alla massima competizione europea devono averlo come obiettivo principale e perchè no, possono tenere gli occhi puntati verso il vertice.

Ma cosa cambia tatticamente in questa Roma con l’arrivo dell’olandese.

Forse niente. O forse tutto.

L’anno scorso Mou virò ad un certo punto per una soluzione con difesa a tre che dava più copertura e permetteva agli esterni (Karsdorp e Zalewski) di esprimersi come quinti di centrocampo con un occhio più rivolto verso l’attacco piuttosto che verso la difesa. Il centrocampo con forte predisposizione al recupero della palla e alla verticalizzazione permetteva a Pellegrini di muoversi liberamente fra il ruolo di trequartista incursore e finalizzatore dietro alle due punte.

Gli arrivi e le conferme (Zaniolo per ora è un giocatore ancora della Roma) permetterebbero oltre alla conferma del modulo con cui la Roma ha conquistato la Conference League, anche di virare sul 4-2-3-1 .

Il modulo è caro a Mourinho che ci ha conquistato il famoso triplete con l’Inter e potrebbe essere riproposto all’Olimpico con una formula tutta fantasia: Zaniolo-Dybala-Pellegrini dietro ad Abraham;

Certo, a centrocampo per reggere quelli che già vengono ribattezzati i Magnifici 4, ci vogliono forza, dinamismo e capacità di ribaltare l’azione da difensiva a offensiva in pochi secondi. E qui entrano a questo punto in ballo Matic e Wijnaldum che farebbero da diga in mezzo, con Cristante come possibile cambio. Il ruolo di Wijnaldum è centrale nel progetto perchè permetterà anche di gestire l’equilibrio tattico in determinate partite, o fasi di partite, avanzando la propria posizione dando il cambio a uno dei 4 attaccanti con una interpretazione del modulo in modalità di maggiore contenimento.

Trovare l’equilibrio dietro è la cosa forse più complessa vista la propensione particolarmente offensiva degli esterni. Karsdorp e Spinazzola sono due certezze nel ruolo, ma dovranno adattarsi a ruoli anche di maggiore copertura, soprattutto il primo, mentre per il terzino della Nazionale il ruolo che potrebbe assumere non sarebbe molto diverso da quello che fa con la squadra azzurra.

Importante anche il ruolo di Zalewski che a questo punto può essere gestito come terzino di grande spinta, ma anche come esterno alto, entrando anche lui nelle rotazioni dei trequartisti.

Insomma, se l’evoluzione tecnica della Roma, frutto del suo mercato scoppiettante è sicuramente uno degli aspetti più intriganti della nuova Serie A, non saranno sicuramente meno interessanti quelli tattici .

Mourinho ha a disposizione uomini e mezzi per gestire al meglio sia il modulo vincente dell’anno scorso che quello nuovo, che poi altro non è che quello con cui ha ottenuto i maggiori successi in carriera.

La squadra è pronta. Roma è pronta. La Serie A deve stare attenta

 

chimico, appassionato di calcio, di tattiche e statistiche

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