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Indice di liquidità bocciato: e ora il caos imperversa sovrano…

Il Collegio di garanzia del Coni ha accolto, seppure parzialmente, l’appello dei club e ha deciso che l’indice di liquidità non può essere un criterio per l’ammissione al prossimo campionato

Scrive Repubblica.it che la norma, votata in via definitiva il 26 aprile, prevede di fotografare la situazione dei conti delle società al 31 marzo. E questo, secondo i giudici presieduti da Gabriella Palmieri Sandulli, che hanno giudicato a Sezioni unite, vuol dire che la norma ha effetto retroattivo. Ossia su questioni che la precedono nel tempo. Un principio previsto anche dalla Costituzione, e che tutela il “reo” inconsapevole di commettere un reato che non era stato ancora istituito come tale.

La vittoria della Serie A è la vittoria del presidente della Lazio, Claudio Lotito. Il club biancoceleste infatti era l’unico esposto: in pratica, la battaglia della Serie A, iniziata su base ideologica contro una norma ritenuta ingiusta da tutti i club, ha effetti solo per uno. Così, il presidente laziale non dovrà ricapitalizzare per coprire i 2 milioni e 50 mila euro che mancavano alla Lazio per rientrare nei parametri. La Figc però è già pronta a presentare appello al Tar, senza attendere il deposito delle motivazioni. Anche perché il termine per le iscrizioni ai campionati scade il prossimo 22 giugno.

Il problema è che questo pronunciamento rischia di far crollare l’intero sistema delle licenze nazionali. Non solo per la Serie A. Perché adesso tutte le leghe, o anche i singoli club, potranno sostenere l’inapplicabilità dell’indice così come è stato definito dalla Federcalcio. In pratica, l’effetto può essere quello di un “liberi tutti”.

Perché se non vale l’indice per l’ammissione ai campionati, come si dimostra chi non è in regola? Non solo: una frase all’interno del dispositivo del Collegio, sembra addirittura mettere in discussione i controlli trimestrali, visto che si parla, genericamente, di “annullare i provvedimenti impugnati nella parte in cui si prevede che la verifica del possesso del requisito dell’indice di liquidità sia fissata in un termine antecedente alla chiusura dell’esercizio in corso”. Alla lettera, sembra voler dire che i controlli possono essere effettuati solo a bilanci chiusi. E considerato che i bilanci di giugno vengono depositati a settembre-ottobre, vorrebbe dire non poter garantire la regolarità delle società iscritte ai campionati. Con un inevitabile collasso del sistema dei controlli.

. “La Lega Serie A prende atto con soddisfazione del pronunciamento odierno del Collegio di Garanzia del Coni in merito al manuale delle licenze nazionali 2022/2023 approvato dalla Figc e contenente, tra l’altro, l’introduzione dell’indice di liquidità come requisito di ammissione al campionato. Il dispositivo – si legge in una nota -, comunicato dal massimo organo della giustizia sportiva, conferma la fondatezza delle obiezioni espresse a più riprese dalla Lega in merito ad una misura inopportuna non certo nel merito, ma nei modi e nelle tempistiche, soprattutto per gli effetti retroattivi sulla gestione in corso. L’auspicio è che da oggi si possa riprendere a lavorare tutti insieme per perseguire concretamente e in tempi rapidi quelle riforme che tutti, a cominciare dalla Lega Serie A, ritengono non più procrastinabili. Riforme che, per l’appunto, devono essere improntate sul dialogo e sulla sostenibilità diretta al rafforzamento della competitività del movimento calcistico italiano in sede nazionale e internazionale”.

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