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Spezia – Lazio, il gol di Acerbi era da annullare. Il difensore biancoceleste è nettamente in fuorigioco!

Dal terribile finale di Lazio-Milan a quello memorabile di Spezia-Lazio. Settimana intensa per Acerbi che al Picco ha segnato il gol vittoria nel rocambolesco confronto contro la squadra di Thiago Motta. Una rete che potrebbe risultare pesantissima nella corsa all’Europa ma che è destinata a far discutere. Sembrano esserci infatti tutte le premesse per pensare che la posizione del difensore di Sarri al momento del tocco vincente sia di fuorigioco. Una svista clamorosa, che potrebbe risultare decisiva poi ai fini della classifica finale del campionato.

L’azione incriminata si è sviluppata nel recupero di Spezia-Lazio, quando una conclusione sporca di Luis Alberto si è rivelata un assist per Acerbi che con un tocco di esterno ha disegnato una parabola beffarda, quasi a pallonetto, che si è insaccata in rete. Il gol è stato convalidato per la gioia del centrale che si è riscattato dopo una settimana in cui era finito nell’occhio del ciclone, ma restano parecchi dubbi. Né arbitro, né i suoi collaboratori al Var infatti sembrano essersi accorti della possibile posizione irregolare dell’autore della rete del 4-3. Quest’ultimo infatti sembra essere in linea con l’ultimo difensore dello Spezia.

Dove nasce dunque l’errore nella valutazione? Nel fatto che in realtà il portiere non è tra i pali, ma quasi al limite dell’area piccola. Una situazione che cambia appunto tutto, e che renderebbe dunque irregolare la posizione di Acerbi.

Un calciatore si trova in posizione di fuorigioco se: una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è nella metà avversaria del terreno di gioco (esclusa la linea mediana) e una qualsiasi parte della testa, del corpo o dei piedi è più vicina alla linea di porta avversaria rispetto sia al pallone, sia al penultimo avversario. Le mani e le braccia di tutti i calciatori, compresi i portieri, non sono da considerare. Al fine di determinare una posizione di fuorigioco, il limite superiore del braccio coincide con la parte inferiore dell’ascella. Un calciatore non si trova in posizione di fuorigioco se si trova in linea con: il penultimo avversario oppure gli ultimi due avversari

La posizione di fuorigioco dunque la determina il penultimo difendente. Solitamente si tratta dell’ultimo difensore, considerando che poi alle sue spalle c’è tra i pali il portiere, ma nel caso specifico di Acerbi il discorso cambia. Essendo Provedel fuori dai pali, il penultimo difendente non è l’ultimo difensore che è in linea con lui, ma il penultimo che sembra trovarsi più avanti. Considerando la classica linea tracciata per valutare le posizioni di offside, sembra chiaro che Acerbi sia davanti rispetto al penultimo difendente. Certo non avendo visto le immagini usate dal VAR con annessa proiezione grafica, è difficile avere la certezza che sia così, ma considerando il fermo immagine la sensazione diffusa è che il gol sia stato segnato in posizione irregolare.

In tal senso sono chiarificatrici le parole di Luca Marelli, l’ex arbitro opinionista DAZN ha analizzato così l’episodio: “Non c’è chiarezza. Per il fuorigioco bisogna considerare il penultimo difendente, Provedel è molto avanti, che è Nikolau: Acerbi viene tenuto in gioco da Reca, ma bisogna considerare la prospettiva. La sensazione netta è di fuorigioco, ma è una sensazione, non ci sono le linee”.

Fonte: Fanpage

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre

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