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Simona Cimatti a MDC: “Vi racconto la mia carriera e i miei principali successi”

Ciao Simona Cimatti, grazie per essere qui ai microfoni di Momenti di Calcio.

Ricordiamo ai nostri lettori che sei una calciatrice classe 1990, attaccante centrale che gioca nel Ravenna.

Come è nata la tua passione per il gioco del calcio?


Questa passione credo proprio che sia nata con me, dico questo perché penso proprio di essere nata per giocare a pallone.. la spinta per partire me la diede mio babbo, calciatore anche lui e visto che io sin dai primi anni lo seguivo sempre su ogni campo da calcio, ho capito che anch’io volevo essere una calciatrice, così ho iniziato all’età di 6 anni e da quel momento non ho più smesso.

A quale calciatore o calciatrice di serie A pensi di ispirarti?


Da vera e accanita tifosa milanista, ho sempre avuto Pippo Inzaghi come modello. Infatti spesso nei miei gol mi paragonano a lui e io di questo ne vado molto fiera. Mentre ho un ammirazione smisurata per Francesco Totti, sia come calciatore ovviamente ma soprattutto come capitano e simbolo di una società e di una città.

Come ti trovi nella tua squadra? Raccontaci del vostro campionato

Quest’anno è stata una stagione molto complicata fino ad ora, abbiamo una rosa molto giovane, anzi la più giovane del campionato e quindi non è stato subito semplice far entrare a tutte nella testa l’importanza di certe cose, non è stato semplice creare un gruppo forte e coeso che invece in certi campionati fa la differenza. Ma le ragazze si sono messe a disposizione e non hanno mai mollato nonostante le difficoltà e dopo tanti sali e scendi, ad oggi abbiamo trovato una bellissima armonia e la forza di un gruppo che sta facendo risultati importanti, perciò sono molto orgogliosa e fiera della mia squadra.

Hai vestito le maglie di Imolese, San Zaccaria, San Marino e come detto Ravenna. Cosa ti hanno lasciato le esperienze pregresse nella calciatrice d’esperienza che sei ora?


Sono state tutte esperienze per me importantissime, che mi hanno formato sia come calciatrice, come capitano e come donna! Perché lo sport aiuta anche a crescere sotto tutti i punti di vista e tutte queste esperienze hanno contribuito in un modo o nell’altro a rendermi la calciatrice che sono oggi.
Ho disputato campionati importanti, ho gestito spogliatoi parecchio impegnativi, ho vinto, ho perso, ho pianto e gioito ma ogni cosa è stata fondamentale per la mia crescita e ad oggi rifarei ogni cosa senza alcun rimpianto!

Hai iniziato la carriera nel calcio femminile nel 2006, quanto e come è cambiato il calcio femminile negli ultimi anni?


È cambiato tanto, soprattutto sotto il punto di vista tattico, tecnico e fisico. Il movimento ha preso molta più importanza di una volta, tutti gli sforzi fatti anni fa da me e le mie compagne un po’ più attempate, hanno contribuito a rendere importante e conosciuto il calcio femminile. Per fortuna l’interesse è cresciuto molto e le ragazze che si affacciano oggi a questo sport, hanno un futuro davanti molto interessante. Ad oggi puoi pensare di dedicarti completamente al calcio, senza distrazioni, mentre prima questo era impossibile, quasi tutte le ragazze lavoravano, ci si allenava la sera tardi e le trasferte erano delle vere e proprie imprese. Ad oggi ci si allena al pomeriggio, le trasferte più lunghe vengono fatte in due giorni e tutto il contesto ha un impronta molto più professionale.

Guardando indietro la tua carriera, ti sentì soddisfatta del tuo percorso? Hai realizzato i tuoi obiettivi?
Io sono completamente soddisfatta della mia carriera, ho vinto campionati, ho disputato per diversi anni la Serie A, ho giocato la Coppa Italia, ho vinto più volte la scarpa d’oro, quindi non avrei davvero potuto chiedere di più. Ho rinunciato a chiamate importanti, questo è vero, ma per rimanere nella mia città ed essere simbolo di un un’unica squadra, perciò sono molto contenta e orgogliosa di questo.

Come è nata la scelta di giocare attaccante? È nato per necessità o hai sempre sognato di giocare in quel ruolo?


Come la passione per il calcio, anche il mio istinto per il gol penso che sia innato. Sin da piccolina mi piaceva tirare in porta e fare gol e ancora oggi vivo per questo, perciò si, mi son sempre sentita un attaccante e credo che non avrei mai potuto fare nessun’altro ruolo se non questo.

Quale è l’obiettivo della vostra squadra quest’anno?
Il primo obiettivo è far crescere la squadra perché come dicevo prima, la rosa è molto giovane. Poi ad oggi vista la nostra posizione in classifica e il campionato molto difficile, direi che l’obiettivo principale è quello
di raggiungere la salvezza il prima possibile.

Quale è stata la partita più bella e importante della tua carriera?
La partita più importante è stata quella contro il Mestre, che ha permesso a me è la mia squadra di conquistare sul campo la Serie A, realizzando così il sogno di una vita. In quella partita ho anche segnato un gol importante perciò direi che rimarrà indimenticabile. Di partite belle invece per mia fortuna ce ne sono state davvero tante e sceglierne una sarebbe impossibile. Forse la partita dei play out contro il Riviera di Romagna (derby) dove abbiamo conquistato la salvezza in serie A partendo da sfavorite e ribaltando una partita in modo superlativo.

Quali pensi siano le squadre più attrezzate per vincere il vostro campionato?


In primis direi Como, perché oltre ad aver costruito una rosa importante e competitiva si muovono già da professionisti. Ma anche il Brescia è attrezzata molto bene, infatti in questo momento è prima in classifica meritatamente.

Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Roma Tre

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