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Salernitana, è arrivato anche il 15 dicembre: tra notizie contraddittorie e silenzi ecco come stanno le cose

Oggi è il 15 dicembre e solo nel fine settimana si capirà se la scelta di Claudio Lotito di puntare sul trust sia stata vincente o un azzardo

Le notizie che filtrano in queste ore sono discordanti, è come riporta Tuttomercatoweb, qualcuna anche piuttosto preoccupante. E il silenzio dei trustee ha alimentato confusione negli ambienti del tifo granata. Anche gli organi di stampa stanno cercando di trovare informazioni per capire, quantomeno, in che direzione si stia andando anche a costo di imbattersi in qualche smentita che, in teoria, potrebbe essere solo di rito. Quasi obbligata, stanti le penali milionarie da pagare. Vale lo stesso discorso che si fa in periodo di mercato: quelle che al lettore possono sembrare contraddizioni, in realtà sono notizie che svelano la mutevolezza delle situazioni.

Perchè, a poche ore dall’atteso comunicato stampa, sta accadendo ancora di tutto. Proviamo a fare una sintesi. Allo stato attuale delle cose, la FIGC è preoccupata. Ci si aspettava di conoscere già il nome del nuovo presidente della Salernitana per rivedersi domani mattina in presenza del presidente Gabriele Gravina, stringersi la mano e procedere alla firma del famoso preliminare utile, eventualmente, anche a concedere una proroga di 45 giorni. Invece, ad ora, nulla di tutto questo è stato fatto. La cordata romana, che ieri mattina sembrava nettamente in vantaggio, non convince in pieno sempre per i famosi motivi legati all’indipendenza. In questo senso il problema burocratico nasce dai troppi paletti voluti dai trustee, quelli che vanno ben oltre le normative federali. Per la FIGC bastava dimostrare non ci fossero parentele o affinità, nel trust invece si tende ad escludere tutti coloro che abbiano avuto anche solo un minimo rapporto lavorativo con Lotito e Mezzaroma negli ultimi anni. Una forzatura, chiaramente. Se non si supererà quest’ostacolo, è chiaro che si virerà sulle due cordate straniere di cui vi abbiamo parlato.

Quella francese, che si è inserita praticamente a fine ottobre (Tarak Ben Ammar ha smentito), ha offerto meno della cordata romana, quella svizzera (in questo caso la smentita è del dottor Renzetti) è delusa dalla continua presa di tempo dei trustee e non è pienamente convinta di alcune questioni emerse studiando i bilanci. In modo particolare i crediti area Lazio legati a determinate situazioni e tutt’altro che sicuri.

Possiamo dire con certezza che, dall’incontro di lunedì mattina a Roma al confronto telefonico fugace di ieri sera, nessun passo in avanti c’è stato. Voci interne alla FIGC dicono che trapeli ottimismo a prescindere perchè è nell’interesse di tutti non escludere la Salernitana dal campionato per evitare anche una pioggia di ricorsi. Ma le tre offerte arrivate non hanno soddisfatto ancora tutti i requisiti richiesti. Perchè la FIGC non si accontenta che l’imprenditore fornisca garanzie sulla quota da corrispondere ai disponenti (da 42 milioni a 20, una svendita palese) ma che presenti un piano finanziario tale da garantire una continuità e una solidità alla Salernitana. I trustee si sono scontrati proprio su questo punto: a loro, carte alla mano, spetta semplicemente vendere le quote di Claudio Lotito e Marco Mezzaroma senza curarsi dell’aspetto tecnico. Parallelamente emergono ulteriori retroscena che faranno storcere il naso ai tifosi. I proprietari uscenti, che diedero mandato all’avvocato Gentile di proporre il blind trust come soluzione alla querelle iscrizione già nel 2015 (con il totale avallo della Federazione), hanno lasciato a fondo cassa per la gestione del trust appena 500mila euro. In pratica la Salernitana è in autogestione e, con i 15-20 milioni a disposizione, deve finanziare tutto fino al 31 dicembre.

E’ certo, ormai, che Lotito in estate non avrebbe accettato nessuna proposta se non dai 55-60 milioni in su, una cifra effettivamente spropositata frutto anche di una valutazione del marchio decisamente più alta rispetto a quanto fu speso per acquistarlo da Lombardi nel 2012. Giochi al rialzo che scoraggiarono diversi imprenditori, ma che non cambiano la sostanza: è scritto anche nei documenti ufficiali della FIGC che il trust sia stato approvato perchè non c’erano mai state trattative concrete. Tradotto: in presenza di contratti già firmati o di penali corrisposte per accordi “rinnegati”, Gravina avrebbe escluso la Salernitana dal campionato di A.

Si spera, come detto, prevalga il buonsenso e che la cordata straniera (pare francese) attualmente in vantaggio possa essere annunciata a stretto giro di posta. Perchè fare mercato con trust, trustee, deroghe, banche, amministratori e autofinanziamenti significherebbe consegnarsi alla retrocessione con mesi d’anticipo. A chi gioverebbe? E nel frattempo ecco la strategia di un pool di professionisti salernitani: fare una proposta congrua il 17 in assenza di ufficialità, rilevare il club a prezzo nettamente al ribasso e poi cederlo al miglior offerente bypassando ogni sorta di cavillo. L’idea, comunicata in diretta tv da un famoso notaio, è avallata da Michele Tedesco, avvocato noto in città cui padre fu già presidente della Salernitana decenni fa.

(Fonte Tuttomercatoweb)

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