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Nel bene o nel male, purchè se ne parli.

“Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli” ha fatto dire Oscar Wilde al suo  personaggio Dorian Gray.

Più di cento anni dopo, è una visione ancora attuale ma, puo’ significare che la rete non dimentica, la mente umana, la gente si.

La rete (internet) non ha problemi di archiviazione e di ricerca e quindi una volta che il tuo nome è finito online, con dinamiche strane, immediatamente spunteranno i fatti degli anni passati, anche se, non sono in alcun modo collegati.

Il fatto è che all’interno del marasma, che è il flusso d’informazione, di cose positive o negative se ne trovano a decine su questa o quella azienda o persona e non sempre è facile districarsi. Memoria a tempo determinato quindi, e sovradosaggio di informazioni.

Questo molte aziende lo hanno capito ed è divenuto uno strumento di marketing attentamente studiato per portare un po’ di caos iniziale ma, alla fine dei conti porta anche molta visibilità e ritorni.

Chi ha a disposizione ingenti budget pubblicitari sceglie di barattarne parte in favore del rischio di far parlare di se in negativo e, vedere se alla fine della corsa i prodotti che hanno sul mercato avranno subito un aumento o una diminuzione nelle vendite.

Prendete 10 gattini e 10 gomitoli di lana, metteteli  tutti in una piccola stanza per qualche giorno e poi tornate a srotolare la matassa.

Beh il principio sembrerebbe esser lo stesso. Basterà creare le condizioni affinchè gli eventi si sviluppino e..ottenere il risultato (la notorietà) sperato.

La tendenza attuale

Ha suscitato scalpore l’annunciato divorzio tra Wanda Nara e Mauro Icardi dello scorso mese. Annunciato nel senso che sono stati proprio i diretti interessati a fornire quasi in tempo reale le dinamiche emozionali della coppia. Dopo il presunto tradimento di Icardi con l’attrice María Eugenia Suárez  la vicenda si è conclusa, contro ogni pronostico, con un lieto fine.

Accostare una dinamica del genere ad un’ abile operazione di marketing sembrerebbe  infondato. La loro, in effetti, è una tavola già abbondantemente apparecchiata, ma essere sulla cresta dell’onda permette di tenere in piedi il “buffet nunziale” più a lungo.  Una cosa è certa; in un epoca cosi social come quella attuale, il circolo vizioso o meglio virtuoso tra notorietà e sponsor appare ben saldo. Far percepire, passare per quello che in realtà non si è, poco importa. A separarsi, tanto, non si è mai in ritardo. Furbi gattini….

Redattore, appassionato di calcio ed in generale di tutti gli sport.

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