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Gattuso e Fonseca ora sono a spasso ma chi ha tradito tutti e due è stato Paratici: ecco cosa davvero è successo

Il Corriere dello Sport in edicola questa mattina prova a ricostruire la misteriosa storia che porta prima Gattuso sulla panchina della Fiorentina e Fonseca su quella del Tottenham salvo poi lasciare tutti e due a spasso

Scrive il quotidiano sportivo romano che Gattuso litiga con la Fiorentina quando riceve la chiamata di Fabio Paratici da Londra che lo avverte che gli si è improvvisamente aperta la possibilità del Tottenham.

Non c’entra granché il potente procuratore, Jorge Mendes, né il progetto di Commisso, che sta dimostrando con i fatti di voler investire con la squadra. È verosimile che ci siano state frizioni tra allenatore e società, come capitano in tutti gli ambienti di lavoro, tra l’opzione Sergio Oliveira e la tentazione Nicolas Gonzalez. Ma Gattuso è riconosciuto dal mondo del calcio come una persona troppo seria per imporre giocatori della scuderia Mendes a chicchessia. Semplicemente decide di interrompere un rapporto cominciato male di fronte a opportunità più convenienti. Quello che poi succederà al Tottenham non è nel suo controllo.

Ma nemmeno Fonseca poteva immaginare di essere scaricato dal Tottenham, che lo ha cercato per la prima volta ad aprile. Il riferimento cronologico è significativo perché all’epoca Paratici ancora non si era insediato. Erano stati i dirigenti inglesi a contattare il suo entourage, attratti dalla sua mentalità offensiva e da buone referenze sulla persona.

La svolta risale a pochi giorni fa. Paratici trascorre due giorni con Fonseca sul lago di Como, pianificando le strategie e discutendo di ogni dettaglio. Lo rassicura sulla conferma di Harry Kane, per esempio, nonostante la volontà espressa del capitano di andare via. Nel frattempo il procuratore di Fonseca, Marco Abreu, trova l’accordo con il club per un contratto triennale, con tanto di richiesta di visto già inviata all’ambasciata britannica. Invece salta tutto. Spiegazione informale: ragioni fiscali determinate dal Decreto Crescita hanno frenato la trattativa all’ultimo centimetro.

In realtà però è Paratici a cambiare rotta quando comprende che Fonseca vorrebbe giocare con il modulo preferito, il 4-2-3-1, e non con la difesa a tre. L’altro dissidio nasce sullo staff, profondamente rinnovato dall’allenatore dopo l’esperienza non felice alla Roma (epurati lo storico vice Nuno Campos e il preparatore atletico Nuno Romano). Paratici vorrebbe imporre una pool di professionisti di diretta emanazione della società.

Quando Paratici esce dall’incontro di Como, Fonseca è l’allenatore del Tottenham. Aspetta la convocazione a Londra per la firma, la visita al centro sportivo, la presentazione. Ma evidentemente qualcosa non convince Paratici, che contatta Gattuso e si smarca dai precedenti impegni. Fonseca lo viene a sapere dai giornali, senza neppure una telefonata. E come è facile intuire, non la prende affatto bene.

(Fonte Corriere dello Sport)

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