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Petrachi e il caos all’interno della Roma: ecco come l’ex ds ha vinto la causa

Emergono retroscena interessanti e allo stesso tempo inquietanti per quanto riguarda la causa tra la Roma e l’ex ds Gianluca Petrachi, vinta da quest’ultimo: tra sms con Pallotta e “clan di sudamericani” non intenzionati a ridursi lo stipendio durante il periodo di lockdown, la sensazione fu quella di anarchia e mancanza di regole e disciplina all’interno del club giallorosso.

Come riportato dal quotidiano Il Tempo, emerge anche un comportamento contraddittorio dell’ Amministratore Delegato Guido Fienga, “il quale – si legge nell’atto – gli ha manifestato dispiacere per l’accaduto mostrando piena consapevolezza della portata lesiva della condotta del presidente Pallotta. Inoltre il ricorrente ha anticipato al dr. Fienga il testo del messaggio che avrebbe inviato al Presidente, senza ricevere alcun appunto nel merito. È, quindi, del tutto contraddittorio che lo stesso AD ritenga a posteriori il messaggio offensivo».

Grave anche la vicenda della riduzione degli stipendi durante il periodo di lockdown, in cui un gruppo di giocatori sudamericani capitanati da Federico Fazio era restio ad accettare. Il giudice ricorda che «la Società lamenta il fatto che durante il cd. Lockdown il ricorrente sia rimasto presso la propria residenza in Puglia con la famiglia, disinteressandosi dei calciatori e dei collaboratori del settore tecnico». Ma a questa accusa Petrachi si oppone ricordando un suo intervento nella spinosa vicenda degli stipendi che la Roma, come altre società, ha chiesto di posticipare e in parte decurtare ai calciatori durante la sospensione del campionato per la pandemia. Detto che lo stesso diesse ha accettato di rinunciare a 100mila euro netti, il dirigente è «intervenuto sui giocatori per persuaderli ad accettare la riduzione di stipendio richiesta (…). Il ricorrente, infatti, è stato contattato dall’AD Guido Fienga il quale oltre a chiedergli di rinunciare alla retribuzione del mese di marzo 2020 gli ha chiesto anche di occuparsi dei cinque calciatori sudamericani restii ad acconsentire alla richiesta del club intervenendo sul giocatore Fazio che aveva influenza sugli altri quattro. Il ricorrente, pur non essendo affatto tenuto a svolgere tale compito, è intervenuto convincendo Federico Fazio, tramite il suo agente Salvador Sanchez, ad accettare la riduzione richiesta e a persuadere i compagni che, infine, hanno acconsentito».

La Roma nella sentenza di primo grado è stata condannata ad un risarcimento danni di 5 milioni nei confronti di Petrachi, in attesa di scoprire le motivazioni.

Fonte: Il Tempo

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