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La moviola della domenica: errori a Torino, Firenze e al Torino manca un rigore

Disastro domenicale in Serie A e non è il primo purtroppo perché, nonostante i mezzi tecnici a disposizione, i nostri arbitri e i loro assistenti riescono a commettere errori abbastanza evidenti ed evitabili

Questa la moviola delle partite domenicali della ventottesima giornata con gli episodi commentati dalla Gazzetta.it

VERONA-ATALANTA (PAIRETTO)

Pairetto conferma il suo momento d’oro con una prestazione impeccabile al Bentegodi. Al 23’ errore dell’assistente Imperiale, che sbandiera un fuorigioco di Lasagna che non c’è. Al 32’ il rigore per la Dea: Dimarco va al contrasto aereo con Romero e tocca con il braccio sopra le spalle il pallone. Penalty fischiato in presa diretta dall’arbitro e su cui c’è poco da discutere. Poco da dire anche sull’annullamento della rete di Romero al 63’: il difensore nerazzurro controlla con il braccio prima di calciare.

JUVENTUS-BENEVENTO- (Abisso)

Mentre Chiesa stava attaccando sulla sinistra del limite dell’area, Foulon è scivolato involontariamente, ma la perdita del controllo del corpo non è un’attenuante, anzi. Chiesa si è poi lasciato cadere ma vista l’ostruzione chiara da parte del giocatore del Benevento, prima con la gamba e poi con la testa, a interrompere l’azione dell’ala bianconera, ci sono gli estremi per il calcio di rigore.

Nel primo tempo Abisso era andato a controllare al video, chiamato dal Var Banti, il rigore che aveva concesso alla Juventus per un sospetto tocco di braccio di Foulon, che invece rivisto al monitor è stato chiaro non essere meritevole della massima punizione. Nel caso del rigore su Chiesa invece Abisso non è neanche andato a rivedere al video. La responsabilità della valutazione ricade anche sul secondo assistente che era proprio lì davanti a pochi metri.

SAMPDORIA-TORINO (ORSATO)—  

C’è un solo episodio da evidenziare in una partita per il resto diretta in modo autorevole. È quello che scatta al 13’ s.t. quando, sugli sviluppi di un corner calciato dal Torino, con la palla allontanata dalla difesa blucerchiata e poi riaccentrata da un cross di Gojak. In area Belotti va giù dopo un contatto con Thorsby e protesta allargando le braccia quando l’arbitro fischia il suo fallo di mani in attacco. Orsato è netto nella sua spiegazione, colta dai microfoni della tv: “Vi ho visti, prima che partisse la palla vi stavate tirando entrambi”.

Ma è una spiegazione, che per quanto netta, non convince: al momento del cross, infatti, è Thorsby l’unico a trattenere e lo fa in maniera piuttosto pronunciata, tanto da sbilanciare l’avversario che incappa appunto nel mani. Una trattenuta sulla quale resta il dubbio che un calcio di rigore ci sarebbe potuto stare.

UDINESE-LAZIO (MARESCA)—  

Due gli episodi dubbi, che Maresca giudica bene senza aiuto del Var. All’11’ contatto nell’area friulana tra Musso e Immobile. L’attaccante della Lazio tira e poi si scontra col portiere dell’Udinese. L’impressione è che sia più Immobile a finire addosso a Musso che non il contrario, la decisione dell’arbitro di far riprendere con una rimessa dal fondo è dunque corretta. All’87’ è invece l’Udinese a reclamare un rigore per il fallo di Musacchio su Forestieri. Maresca concede una punizione dal limite e le immagini gli danno pienamente ragione: il contatto è fuori area.

FIORENTINA-MILAN (GUIDA)—   Gara difficile per Guida, ancora non brillantissimo dal punto di vista fisico, dopo una serie di infortuni.

Al 9’ rossoneri in vantaggio: Kjaer lancia Ibrahimovic, che si libera di Pezzella con un’energica spallata e infila Dragowski. Fallo? Guida non fischia e ci può stare, è una valutazione da campo e non da Var. Da notare che Pezzella non protesta nemmeno, ma alza il braccio per un presunto fuorigioco, che non c’è. Di certo Ibra è stato furbo, mentre il capitano della Fiorentina poco smaliziato.

Al 31’ Ribery cade in area avversaria (accentuando parecchio) dopo un duello con Brahim Diaz: lo spagnolo del Milan usa un po’ le braccia, ma non trattiene con le mani e il contattino tra le gambe, se c’è, pare troppo leggero per un rigore. Non c’è nulla nemmeno al 63’, sul contrasto Caceres-Diaz nell’area viola.

ROMA-NAPOLI (DI BELLO)—   La partita è calda e sul finire rischia di scappare di mano a Di Bello, ma inizialmente la direzione non è sbagliata (al 5’ ok non dare mani a Karsdorp: il gomito è vicino al corpo). Tanti gialli, per lo più equilibrati. Ma manca un cartellino: Mancini, già ammonito, colpisce a gioco fermo al 68’ a Osimhen che si infuria. Di Bello lo ritiene involontario ma i replay sembrano dire altro con la gamba a caricare il colpo, sarebbe almeno da giallo. E a svelare che prima, nonostante i chiarimenti, non erano tutte rose e fiori le ulteriori scintille tra gli stessi due giocatori al 91’ che costano il giallo al nigeriano. Non c’è il rigore chiesto da Villar al 75’: è lui a sbattere su Koulibaly.

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