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La moviola della domenica: mancano il rigore al Milan e l’espulsione di Ronaldo

Ecco la moviola delle gare domenicali della 27′ giornata con errori clamorosi dei quali già vi avevamo parlato ieri seri.

Questo il commento della Gazzetta.it

MILAN-NAPOLI (PASQUA)

All’ 87’ l’episodio clou per Pasqua. Nell’area azzurra, Bakayoko tocca Hernandez, che cade a terra. Un contatto c’è, anche se di dubbia entità: alla moviola, forse più rigore che in campo. L’arbitro, ben posizionato, non fischia e alla prima interruzione (fallo duro di Theo su Osimhen, punito giustamente col giallo) viene richiamato al monitor dal Var Mazzoleni. Un intervento anomalo rispetto al protocollo, perché Pasqua pare in perfetto controllo dell’azione. Evidentemente Mazzoleni pensa a un “serious missed incident”, scelta discutibile. Così come sorprendente è la decisione di Pasqua di non assegnare il penalty dopo la review: solitamente l’arbitro di campo si corregge, perché valuta un contatto che si era perso in presa diretta. E qui un contatto c’è indubbiamente. Ma se Pasqua aveva già valutato l’episodio senza essersi perso nulla, perché mandarlo al monitor? Al 68’ rischia grosso Di Lorenzo: il suo intervento a tacchetti in avanti sulla caviglia di Theo poteva essere punito col rosso, ma il terzino del Napoli viene ammonito. Comunque non un chiaro ed evidente errore e il Var resta silente.

CAGLIARI-JUVENTUS (CALVARESE)—   Al 13’ il portiere del Cagliari Alessio Cragno va giù dopo un contatto con Cristiano Ronaldo. Nei replay è chiaro come il portoghese arrivi con gamba alta e piede a martello prima sul braccio, poi sul volto del toscano. Per Calvarese è solo giallo. Ma è un errore che Calvarese condivide col Var Chiffi: nulla di volontario, ma la pericolosità e la vigoria sproporzionata sembrano evidenti e sufficienti per un rosso. CR7 resta in campo e segna altre 2 reti. Tra cui il rigore preso al 24’ quando, dopo un tiro, è travolto sui piedi da Cragno in ritardo. Al 49’ non c’è il mani chiesto per Cuadrado, sfiorato sul braccio dopo aver toccato di testa. Così come sembra regolare Rabiot, che ritrae il piede su Joao Pedro al 64’.

BOLOGNA-SAMPDORIA (IRRATI)—   Senza grosse difficoltà la direzione di gara di Massimiliano Irrati. L’unico episodio di rilievo è l’annullamento del 4-1 dei rossoblù segnato al 76’ da Sansone. Su lancio dalle retrovie l’attaccante del Bologna parte effettivamente in fuorigioco, il primo assistente Bresmes lo segnala correttamente a fine azione e il Var Banti conferma. Corretti i 4 provvedimenti disciplinari adottati da Irrati a Palacio, Ferrari, Skov Olsen e Ramirez che all’84’ sbraccia su Djiks: gesto comunque non particolarmente violento, ok ammonire. Ranieri lamenta punizioni invertite in partenza nelle azioni del 2-1 e del 3-1 dei rossoblù. Nel primo caso, al 40’, è effettivamente dubbio il contrasto tra Bereszinsky e Svanberg sul quale Irrati fischia per il bolognese, ma da quella decisione al gol passa un minuto e la Sampdoria rientra prima in possesso del pallone. Non ci sono invece punizioni a favore del Bologna nei due minuti che precedono il gol del 3-1.

PARMA-ROMA (PICCININI)—   Due episodi dubbi nella direzione di Piccinini, altrimenti positiva. Al 4’ Pellegrini protesta per un intervento di Hernani in area emiliana, quando il centrocampista della Roma sta calciando con il sinistro. Il fischietto di Forlì lascia correre: si può intuire, o almeno presumere, che il giocatore del Parma in tackle tocchi il piede del giallorosso, ma le immagini non forniscono certezze ed è il motivo per cui il Var Di Bello non consiglia la review al collega in campo. Non siamo in presenza di un chiaro ed evidente errore. Al 54’ Piccinini concede invece il penalty ai gialloblù per un contatto tra Ibanez e Pellé. Il difensore ospite tocca lievemente l’avversario sul piede nel tentativo di intervenire sul pallone. In campo, un rigore che si può fischiare, anche se alla moviola può destare qualche perplessità. L’errore di Piccinini è di sicuro non ammonire Ibanez: in caso di fischio, non si può che considerare il fallo come l’impedimento di una chiara occasione da gol, depenalizzata in cartellino giallo per la genuinità della giocata del difensore. Anche qui, il Var non ha margine di azione.

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