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Udinese, bel gioco ma pochi punti. E la zona rossa si avvicina…

Solita Udinese, solito copione, un film purtroppo già visto per chi segue costantemente l’Udinese e la sconfitta di Genova contro la Sampdoria di Ranieri ha confermato per l’ennesima volta i pregi e i difetti della formazione friulana.

Il copione è sempre lo stesso, l’Udinese mostra una buona organizzazione di gioco, disputa una gara discreta, ai punti come si suol dire meriterebbe di vincere, fallisce la solita mole di occasioni creata per poi essere puntualmente punita dall’avversario abile a sfruttare le consuete disattenzioni difensive dei friulani.

Continuando di questo passo di punti a casa se ne porteranno ben pochi, non ci sono più alibi, le assenze o la sfortuna non possono giustificare il fatto di aver ottenuto la miseria di 3 punti nelle ultime 7 partite, un bottino desolante per una formazione come quella friulana che a inizio stagione puntava a disputare un campionato tranquillo cercando di togliersi qualche soddisfazione.

E’ noto a tutti che quando si attraversa un periodo particolarmente negativo si cerca sempre un colpevole, è colpa della società, è colpa dell’allenatore, i giocatori non si impegnano o non sono validi, se ne leggono di tutti i colori in particolare sulle pagine social delle varie tifoserie. Il tifoso è così, spesso ragiona più con la pancia che con la testa, ma questo accade da quando esiste il calcio, quindi niente di nuovo.

Cercando di rimanere equilibrati e di analizzare gli episodi senza farsi condizionare da giudizi esterni, c’è da dire che la rosa dell’Udinese al completo, e quindi con i vari Pussetto, Pereyra, Deulofeu, De Paul, Nuytinck giusto per citarne qualcuno, è valida e di qualità, superiore a quella delle scorse stagioni, poi è chiaro che i risultati non si fanno con i nomi ma con i fatti, sul campo, tutto il resto sono chiacchiere.

Poi arrivano gli infortuni, Gotti si ritrova con la squadra ridotta all’osso, le alternative che sembravano abbondare ad un certo punto della stagione ti vengono a mancare, devi fare a meno di un pilastro difensivo come Nuytinck assenza pesante che condiziona inevitabilmente gli equilibri difensivi e non solo, e poi soprattutto ti viene a mancare un elemento fondamentale come Pussetto autentica certezza nell’attacco bianconero.

Molti, troppi gli interrogativi riguardo a questa Udinese, c’è poi l’incognita Deulofeu arrivato a Udine come il grande colpo di mercato, la classica ciliegina sulla torta, ma fino ad ora praticamente non si è mai visto.

C’è da dire che l’ex giocatore di Milan, Barcellona e Watford arrivava da sette mesi inattività, e i continui infortuni non hanno aiutato il suo inserimento in Friuli. Riuscirà a calarsi in questa nuova realtà e a dimostrare tutto il suo valore? Se Deulofeu mostrerà la giusta voglia di sacrificarsi per la causa, con le qualità indiscutibili che ha, può risollevare le sorti dei friulani senza ombra di dubbio.

Un altro sul banco degli imputati è chiaramente l’allenatore, quel Gotti accusato di preparare benissimo le partite ma di avere dei limiti nella gestione dei cambi a gara in corso o di non saper farsi sentire abbastanza dai propri giocatori. Un dato è certo, il destino di Gotti lo decideranno i risultati, tutti gli allenatori anche i migliori a livello mondiale sono in discussione, il tecnico bianconero da persona intelligente e preparata lo sa benissimo.

Certo che con l’Atalanta di Gasperini e l’Inter di Conte all’orizzonte è difficile dormire sonni tranquilli, la classifica da preoccupante ma ancora non drammatica, dopo due impegni ravvicinati di questo tipo può diventare da allarme rosso. Serve una svolta e serve subito.

Kevin Lasagna, altro giocatore molto discusso in questo momento, ha il dovere di rispondere alle critiche cercando di mostrare una maggior cattiveria agonistica e vena realizzativa per smentire i suoi detrattori.

Lasagna sta indubbiamente attraversando un momento difficile, il suo valore non si discute, la sua generosità, la sua velocità a tratti devastante e la sua capacità di crearsi da solo occasioni da rete sono una dote non comune, ma i suoi costanti errori sottoporta lo penalizzano e vanno a influenzare negativamente i giudizi sulle sue prestazioni.

Atalanta e Inter vanno affrontate con il cuore e soprattutto con la testa, il momento è particolarmente difficile e probabilmente si deciderà in queste due gare il destino dell’allenatore , quel Gotti che ha già dimostrato in passato di far giocare bene questa formazione e anche di saper ottenere dei risultati importanti. In casa Udinese in questo momento sarà fondamentale non farsi travolgere dalla valanga di pessimismo e negatività ma di saper reagire alle avversità con carattere e determinazione.

MASSIMO LIVA

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Seguo con interesse l'Udinese e in generale tutto il calcio

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