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La moviola della domenica: Leao oltre la linea di metà campo, manca un rigore al Benevento, Immobile graziato, giusto il rigore per l’Inter

Domenica abbastanza tranquilla sul fronte arbitrale anche se episodi dubbi se ne sono verificati un po’ su tutti i campi ma nessuno determinante ai fini del risultato finale.

Ecco la moviola delle partite domenicali della tredicesima giornata di serie A con la consueta analisi della Gazzetta dello Sport

TORINO-BOLOGNA (PASQUA) Due episodi limite: il primo al 10’ con Belotti che va giù in area rossoblù, ma la trattenuta con De Silvestri è reciproca e ci può stare non concedere il rigore. Alla fine le imprecisioni e un certo disordine nei cartellini e nei fischi (dal pestone di De Silvestri su Belotti al giallo a Tomiyasu arrivato quando prende palla e non l’avversario anziché nelle ripetute trattenute precedenti).

SASSUOLO-MILAN (MARIANI)—   Leao sembra avere un piede oltre la linea di metà campo al fischio d’inizio prima del gol da record, ma è un peccato veniale che non incide sullo svolgimento dell’azione e che non può essere rilevato dal Var, che non ha giurisdizione sulle riprese di gioco. Var che invece interviene giustamente per annullare il raddoppio del Milan al 9’ del primo tempo, dopo una review lunga (oltre 2’ di gioco fermo) a pescare la posizione di fuorigioco di Saelemaekers oltre la metà campo e la linea neroverde all’inizio della ripartenza che porta al gol di Calhanoglu. La gestione dei cartellini da parte di Mariani è invece un po’ ondivaga: giusti i gialli per Calabria al 70’ e per Romagnoli all’86’ per falli su Boga (dal secondo nasce il gol del Sassuolo), meno evidente il fallo su Bourabia che porta al giallo di Kessie. Un cartellino pesante che porta alla squalifica del centrocampista ivoriano. Al 4’ di recupero, Hernandez tocca con la scarpa Berardi a terra, ma il contatto appare involontario.

CAGLIARI-UDINESE (PICCININI)—   Nel primo tempo mano di Walace in area in chiusura su Nandez, ma la palla sbatte prima sul proprio ginocchio. Tutto regolare e Piccinini concede l’angolo. Al 18’ Stryger Larsen chiede un rigore, in realtà Lykogiannis non lo tocca nella chiusura in diagonale. Il gol di Lykogiannis nasce da una punizione ottenuta da Rog per fallo di Becao, corretto. L’1-1 di Lasagna arriva in posizione regolare, il Var lo conferma. Nel finale buffetto di Lykogiannis a De Paul. Piccinini sceglie il richiamo verbale anziché il giallo.

BENEVENTO-GENOA (GIUA)—   Grave errore al 42’ del primo tempo quando l’arbitro valuta male un contestato episodio nell’area del Genoa. Lerager mette la gamba sinistra davanti a Caprari che cade, l’arbitro ci pensa un attimo poi non fischia, il Var Nasca è d’accordo. Noi no, è rigore. Caprari è poi ammonito per proteste. Al 43’ della ripresa ineccepibile il rigore per il netto l’intervento di Masiello che stende Sau lanciato a rete.

INTER-SPEZIA (FABBRI)—   Il primo giallo al 18’ è per Brozovic: ferma Acampora, toccando gambe e pallone. Giusta la sanzione. Nel giro di un paio di minuti, dal 41’, doppia ammonizione per lo Spezia: prima Nzola sbraccia sul viso di Barella, poi Terzi ferma Lukaku. Al 10’ s.t. azione in velocità dell’Inter, Fabbri lascia correre e dopo il tiro di Sensi ferma per fuorigioco: in partenza Lautaro era oltre la linea difensiva. Dopo il giallo a Conte per proteste (Fabbri non fischia un fallo a De Vrij in area nerazzurra), ecco il rigore. Al 23’, sul cross di Sensi dal limite sinistro dell’area spezzina, Nzola colpisce con il braccio: l’arbitro non rileva l’infrazione ma il Var lo spinge a rivedere l’immagine. Il tocco è netto, il braccio è largo: il rigore c’è tutto. Al 32’, Gyasi segna di testa ma il gol è annullato: giusto, è in fuorigioco.

ATALANTA-ROMA (DI BELLO)—   Partita che si accende sul finire del primo tempo con due decisioni corrette: Pellegrini viene ammonito per fallo su Malinovskyi, dopo un minuto le parti si invertono e il giallo lo prende il nerazzurro. In mezzo, un tocco di braccio di Ibanez sulla punizione battuta dall’ucraino: ci starebbe il fischio, ma Di Bello lascia correre e il Var non può intervenire perché l’intervento è comunque fuori area. Giusti gli altri gialli a Romero, Mirante e Mancini.

LAZIO-NAPOLI (ORSATO)—   Pronti via, al 9’ Immobile la sblocca senza irregolarità. Ok anche il primo cartellino all’11’ per Hoedt che sbraccia sul viso di Petagna. Al 19’ Koulibaly va giù nell’area difesa da Reina, ma il contatto con Hoedt non sembra corrispondere nella forza alla platealità della caduta e Orsato fa giocare. Al 38’ Koulibaly, già ammonito per l’entrata fuori tempo su Caicedo, colpisce Milinkovic: il fallo c’è, il giallo no e la decisione dell’arbitro è equilibrata. Al 42’ Immobile entra col piede sulla caviglia di Bakayoko. Per Orsato – che è vicino ma alle spalle – è giallo. Le immagini mostrano però i tacchetti del piede alto sulla caviglia dell’avversario. Inzaghi protesta, ritornando sul secondo giallo mancante per Koulibaly e Orsato risponde: «È diverso, questo è scorretto». Ma è più che scorretto, sembra da rosso. Perché quindi il Var non corregge il tiro?

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