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Doping nel calcio: il confine tra farmaci e sostanze illecite

Il doping nelle discipline sportive, una piaga sempre più avvertita soprattutto con riferimento al calcio. Il nostro paese, l’Italia, è il secondo al mondo per numeri di casi di doping a livello olimpico. Si parla quindi di discipline extra rispetto al calcio che comunque continua a non essere esente soprattutto a livello dilettantesco. 
Questo in virtù di un fatto evidente ed inconfutabile: mentre a livello professionale i controlli sono piuttosto serrati, parlando in termini di dilettanti questo non può essere vero. I controlli si fanno maggiormente sporadici e non così accaniti. Risultato di tutto questo, è soprattutto nel calcio minore che ad oggi si insinuano i casi di doping. 
Ma quali sono le sostanze che possono essere etichettate come dopanti? E qual è il limite tra doping e farmaci, visto che spesso alcuni casi, soprattutto quelli più eclatanti e riferiti al calcio maggiore, sono legati all’uso di farmaci che poi si rivelano essere non legali? Talvolta anche senza la consapevolezza diretta del calciatore stesso?

Le sostanze dopanti nel calcio

A definire il doping e quindi ad inquadrare quelle che sono le sostanza dopanti è una legge apposita, la n. 376 del 2000. Si parla di doping come di “sostanza biologicamente attive che aumentano le prestazioni fisiche”. Migliorare le proprie prestazioni in modo illecito, ecco lo scopo finale del doping. Tra i farmaci dopanti nel calcio rientrano ad esempio l’eritropoietina, somministrata solitamente nei pazienti con insufficienza renale; i farmaci betabloccanti, usati per i cardiopatici; gli steroidianabolizzanti e gli ormoni della crescita, che vanno ad aumentare il volume dei muscoli senza necessità di allenarsi. Ma anche farmaci ordinari, di uso comune, possono essere considerati dopanti nel calcio: è il caso del Buscopan ad esempio, usato comunemente da tantissime persone e per divere casistiche (leggi come usare il Buscopan) in quanto a base di butilbromuro. E perfino alcuni farmaci diuretici, beta-bloccanti. Perfino alcuni integratori alimentari che contengano magari eccessive dosi di caffeina possono risultare non lecite in ambito sportivo. Una lista che viene aggiornata con cadenza periodica e che va a comprendere tutte quelle sostanze che possono causare alterazioni delle prestazioni in campo: una condotta contrastata fortemente anche dalla UEFA con un programma che prevede controlli a campione di sangue e di urine dei giocatori.

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Giornalista Pubblicista, Direttore Responsabile di Momenti di Calcio. Appassionato di calcio e laureato in Giurisprudenza presso l'Università Di Roma Tre

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