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La moviola della domenica: bravo Di Bello a Roma, niente errori clamorosi sugli altri campi

La moviola della domenica non offre episodi clamorosi ma serve per far capire bene quali sono i falli di mano che vanno puniti col rigore

Questa l’analisi delle gare di ieri con il commento integrale della Gazzetta dello Sport

ROMA-JUVENTUS —   Al 29’ il primo episodio: Dzeko scappa da Chiellini e poi finisce a terra. L’arbitro fischia il fallo al bosniaco che protesta a lungo, chiedendo invece un fallo da ultimo uomo per il bianconero su cui in tanti a un primo sguardo avrebbero scommesso. Ma le immagini danno ragione Di Bello: è Dzeko per primo a commettere fallo trattenendo vistosamente la maglia di Chiellini che lo tallona. Un minuto dopo, ben posizionato, vede il braccio alto e aperto di Rabiot: non ha dubbi, è un fallo di mano da rigore e giallo che nulla ha a che vedere con quelli più “leggeri” che il designatore Rizzoli ha chiesto di non fischiare più. Stesso copione subito prima dell’intervallo, quando Pellegrini ingenuamente “para” con il braccio largo un pallone calciato da Cristiano Ronaldo. Nessun dubbio anche qui per l’arbitro pugliese. Prestazione completa la sua: dirige senza eccessi e con attenzione agli episodi con un uso corretto dei cartellini. Da quello a Kumbulla, duro sì, ma non da rosso, su Kulusevski, al secondo giallo a Rabiot che lascia in dieci la Juve dopo che il francese colpisce con forza Mkhitaryan.

CROTONE-MILAN —   Cinque gialli, compreso quello sventolato al tecnico del Milan Pioli, un rigore fischiato e uno, comunque dubbio, ignorato. Il tardo pomeriggio di Pairetto a Crotone è stato forse più movimentato della partita stessa, ma alla fine il fischietto di Torino se l’è cavata. Al 24’ Saelemaekers in area calabrese va via a Molina, che si gira e vistosi superato si disinteressa del pallone per bloccare la corsa del belga. Il contatto c’è, Pairetto non fischia, forse seguendo il nuovo trend arbitrale su questo tipo di episodi, ma il rigore non sarebbe stato uno scandalo. È netto, invece, quello prima dell’intervallo assegnato al Milan: Rebic viene steso da Marrone dopo l’ingresso in area. Il Crotone protesta per un presunto tocco di mani del croato in precedenza, ma il Var certifica la regolarità dello stop con il petto. Nell’occasione, ammonito Marrone. Giallo anche per Pioli più tardi, che alza la voce per l’entrata dura su Rebic: il croato s’infortuna, ma Pairetto ha ragione a non sanzionare Magallan, perché aveva concesso il vantaggio su di un’azione promettente, condizione che da questa stagione non comporta più il provvedimento. Giusti i gialli a Gabbia, Theo e Leao per falli su Messias.

SPEZIA-SASSUOLO —   Il pranzo a Cesena è frizzante: la direzione di Ghersini è improntata alla sobrietà. Pure troppo in alcuni momenti visti i diversi falli non fischiati (Gyasi su Toljan per dirne uno al 37’). Ma la sua direzione più improntata al non intervento è almeno uniforme per tutta la durata del match. Una sfida in cui più che l’arbitro – che pure assegna senza problemi il rigore al 63’ per il fallo di Zoet che in uscita travolge Caputo – è protagonista il Var Banti. Per tre volte (al 20’ in una review fiume, anche per apparenti problemi tecnici nell’audio arbitro-Var, poi al 57’ e al 69’) annulla altrettante reti al Sassuolo, tutte siglate da Caputo. Solo nel secondo dei tre gol cancellati l’offside era stato segnalato dall’assistente, in questo caso Del Giovane, autore di un’ottima chiamata. Curioso che proprio i neroverdi, lo scorso 25 luglio, furono protagonisti del record, per l’epoca Var, di quattro reti annullate per fuorigioco al San Paolo contro il Napoli, gara diretta da Aureliano con Nasca al Var.

VERONA-UDINESE —   Discreta prova del trentunenne Manuel Volpi giunto alla settima direzione in Serie A. Il fischietto di Arezzo adotta un metro permissivo, ma ha il merito di tenerlo con coerenza durante tutta la durata del match. Timide e ingiustificate proteste di Okaka al 38’ del primo tempo su un contrasto in area con Lovato su cross basso dalla sinistra di Lasagna: non sussistono gli estremi per il calcio di rigore e la Var giustamente non interviene. Due minuti dopo problema tecnologico per la trasmittente del fischietto toscano costretto a bordo campo a sistemare la strumentazione al braccio sinistro.

NAPOLI-GENOA —   Al San Paolo dopo 90 minuti di Napoli-Genoa fatti di quasi ordinaria amministrazione l’arbitro Sacchi rischia di perdere le briglie di una partita fino a quel momento molto semplice. Va detto che in qualche occasione un suo intervento più deciso avrebbe potuto dare maggiore ordine in campo (vedi Biraschi-Koulibaly che hanno avuto più volte confronti con l’arbitro che ancora all’88’ si limita a un richiamo). Così sul finale i cartellini rimasti in tasca escono all’improvviso: trattenuto da Masiello in modo evidente in area Genoa, Osimhen sbraccia con veemenza. Rischia di finire in rissa e Sacchi, dopo aver ulteriormente esitato, finalmente ammonisce i due protagonisti dello screzio in area e Mattia Destro finito nel tutti contro tutti.

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