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Atalanta, la scalata sublime della Dea targata Gasperini

Qualche anno fa, se ad un tifoso atalantino avessi chiesto:”Cosa sogni per la tua squadra?”,lui ti avrebbe risposto che gli obiettivi erano quelli di salvarsi o al massimo di cercare l’accesso alle fasi preliminari della Europa League.

Come biasimarlo,l’Atalanta non era una grandissima squadra.

Alla fine riusciva sempre a fare una stagione modesta, ma non aveva mai esaltato nel calcio europeo, a malapena entrava in competizioni europee.

3 anni fa è avvenuta la svolta: la società esonera Reja, che,nell’ultimo anno, era riuscito a portare la Dea appena al 13° posto e in Coppa Italia si fermò solamente al quarto turno.

“E adesso,chi prendiamo?”, questa la domanda che creava non pochi dubbi alla dirigenza bergamasca.

Serviva una rivoluzione totale ma convincere grandi tecnici ad allenare la propria squadra non è mai facile,soprattutto se non sei un top club.

Bisognava trovare un uomo umile ma che sapeva fare grandi cose. Ed è proprio così che nella calda estate del 2016 Gian Piero Gasperini approda alla corte bergamasca.

Una sessione di mercato che non porta tanti nomi importanti (d’altronde la loro filosofia è diversa da molte altre società calcistiche: spazio ai giovani e pochi innesti).

Primo anno e subito 4° posto per la Dea che di conseguenza si aggiudica l’accesso alla Europa League dopo ben 26 anni dall’ultima volta.

L’anno successivo la stagione prende una piega diversa: la squadra di Gasp si ferma al 7° posto raggiungendo lo stesso la partecipazione alla competizione europea dove riesce a passare i gironi ma stecca subito alla partita successiva: infatti,vengono eliminati ai Sedicesimi di finale dal Borussia Dortmund.

Uno dei lati positivi fu invece la Coppa Italia dove l’Atalanta arriva in semifinale.

Gli ultimi due anni sono per la Dea pura arte,dipinta dal bel gioco,reti a volontà e una grande gestione da parte del tecnico.

In questa stagione l’Atalanta fa gioire i suoi tifosi raggiungendo il 3° posto in campionato ma soprattutto una grandissima Champions League dove i nerazzurri diventano l’unica squadra italiana ad accedere ai Quarti di Finale incontrando il Psg.

Una partita di sacrificio da parte di tutti. Dopo appena 27 minuti si trovano in vantaggio grazie ad una perla di Mario Pasalic. Una perla che però diventa quasi inutile quando nel giro dei tre minuti finali i parigini trovano la vittoria grazie alle reti di Marquinhos e del giovane Choupo-Moting.

Al di là del risultato, questi ragazzi ci hanno fatto divertire e non poco e tutta l’Italia deve esserne orgogliosa.

A cura di Giuseppe Fusco

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Appassionato di Calcio, aspirante giornalista sportivo

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