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La Repubblica: “Si gioca per le ambizioni di Lotito, per l’ingaggio di Ronaldo e per i soldi dei diritti Tv”

Impietosa analisi del quotidiano La Repubblica sulla decisione del calcio italiano di riprendere il campionato che vi riportiamo in sintesi.

Ai nostri calciatori è chiesto di ripartire con la fase 2 del campionato: 124 partite non distanziate, in orari da mondiali, ma senza Brasile, senza pubblico e senza fremito. Una bella notizia che nasconde una triste realtà.

Se tutto il resto dello sport si è fermato, ma il calcio riprende è perché semplicemente non poteva permetterselo.

 Gli stessi che l’ hanno portato a una situazione nella quale oltre la linea laterale c’ è il baratro hanno indotto questa decisione. Bene, si ricominci. Ma non sarebbe il caso di ripensare il dopo, per evitare che il sistema sia sempre obbligato al proprio play off: o giochi o muori?

Il dibattito sul menù è sterile: per mettere la gente a tavola quando è necessario, si cucina con quel che è disponibile. Il campionato tedesco ha offerto un’ anteprima. Dopo la curiosità per l’ antipasto e il sontuoso primo piatto Borussia Dortmund-Bayern, il fuoco andrà spegnendosi. Lo spettacolo è quel che è, ma continua perché è il solo possibile. Se non altro finisce il dibattito, che già è insostenibile dopo, figurarsi prima.

 Fanno mestizia gli spalti vuoti, ma se le curve ultrà si sono schierate contro la fase 2 già questo è un buon motivo per attuarla e delegittimare chi sarebbe meglio restasse a casa per tutta la vita. È stato estenuante il teatrino di queste settimane.

Meglio tornino in panchina i suoi attori: ognuno ha difeso con svagato disinteresse il proprio spicchio d’ interesse. Come sempre i grandi ideali vengono esposti nelle vetrine di piccole botteghe. Il cartellino del prezzo rivela la contraffazione, ma si fa finta che luccichino.

 Si torna a giocare per le ambizioni di Lotito; nonostante le paure di Cairo; per l’ ingaggio di Ronaldo e giù fino all’ ultimo dei terzini; per l’ultima rata dei diritti tv sulla quale ci si era già impegnata l’ argenteria; per il bene dell’editoria sportiva; perché così magari Friedkin ci casca; nonostante Pjanic e Lautaro (per dirne due) non sappiano più dove abbiano la testa e i piedi; senza Balotelli (ce ne faremo una ragione, se ne desse una lui); per Brescia, per Bergamo, per Mihajlovic (l’unico ad avere il metro delle cose cucito addosso).

Più che smania di sapere come va a finire ce n’è di vedere come va a cominciare.

Nella fantasia popolare questo torneo è come un amore finito, sarebbe il tempo delle avventure estive, dei sogni di conquista nel mercato del tutto è possibile.

Invece si reincontra una vecchia fiamma e la si riscalda per evitare la glaciazione dei sentimenti. Sarà sempre meglio una partita di calcio di una replica, anche quando la partita assomiglia a una replica. Se si arriva in fondo vorrà dire che l’epidemia si sarà fermata e allora non avrà vinto una squadra, avremo vinto tutti.

(Fonte la Repubblica)

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