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Premier League, si va verso molte partite gratis su You Tube. E in Italia?

Nel nostro Paese c’è il problema della Legge Melandri che non prevede la cessione dei diritti tv in chiaro. Ma il ministro Spadafora aveva parlato di una modifica della norma.

Appena la stagione riprenderà, se riprenderà (ma per quanto riguarda l’Inghilterra il protocollo sarà presentato venerdì 8 maggio, anche se bisogna vedere se andrà bene) alcune partite della Premier potrebbero essere trasmesse gratuitamente su YouTube. Questo è quanto scrive il tabloid britannico «Sun», che ricorda anche che le stesse partite ovviamente si potranno anche vedere gratuitamente su Sky Sport e BT Sport che della Premier detengono i diritti tv. Saranno, se il governo deciderà di far ripartire il campionato e non seguire l’esempio della Francia che ha sospeso definitivamente la Ligue1 e assegnato il titolo al Psg, sette settimane zeppe di partite. A causa dell’emergenza coronavirus (il Regno Unito è il quarto paese più colpito al mondo dopo Stati Uniti, Spagna e Italia), le gare saranno disputate a porte chiuse ed è per questo che i club di Premier hanno espresso il desiderio di trasmetterle in chiaro senza alcun costo per i tifosi. Ed è spuntata nelle ultime ore l’ipotesi YouTube.

Come rivela sempre il «Sun», questa strada non sarà percorsa soltanto dal calcio. Anche il rugby e il County Championship di cricket potrebbero seguirne successivamente l’esempio. L’ultima volta che la Premier ha scelto di trasmettere in chiaro le partite è stato nella prima giornata del 2013-2014, quando Sky aveva fatto vedere Manchester United-Swansea e BT Sport Crystal Palace-Arsenal. In attesa della decisione finale, la Premier vuole tornare in campo il 12 giugno e concludere la stagione entro il 2 agosto, come ha intimato l’Uefa, desiderosa di riprendere Champions ed Europa League. A proposito delle gare, anche in Italia il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, a marzo – una volta sospeso il campionato e ancora oggi si discute se riprenderlo o meno – aveva parlato dell’idea di trasmettere le partite in chiaro. Era arrivato l’ok della Figc, ma non delle Lega. Anche perché per intraprendere questa strada, bisogna modificare la Legge Melandri, che disciplina la commercializzazione dei diritti televisivi del calcio (la partita non può essere trasmessa in chiaro da nessun emittente, visto che il bando dei diritti non prevede l’assegnazione dei medesimi in chiaro in alcun pacchetto). Cosa che il ministro all’epoca però aveva detto di voler fare.

fonte Corriere Della Sera

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Laurendo in Lettere all'Università di Roma Tre, appassionato di calcio ed in generale di tutti gli sport.

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