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Francesco Marino a MDC: “Vi racconto i miei anni a Udine e Brescia. Quella volta che Baggio…”

Francesco Marino è ex calciatore di ruolo attaccante che in Serie A ha vestito le maglie di Udinese, Lecce e Brescia. Ha segnato in tutte le categorie dalla Serie C2 alla Serie A. Cresciuto nelle giovanili della Reggina, si mette in luce con la Lodigiani segnando 19 reti portandola ai play-off per la Serie B. Con l’Udinese ottiene la promozione in Serie A nel 1995. Esordisce in serie A a S.Siro contro il Milan di Franco Baresi e Paolo Maldini. Nella sua carriera ha giocato in coppia con gente del calibro di Carnevale, Bierhoff, Hubner e Roberto Baggio.

Ecco l’ intervista in esclusiva che ci ha concesso:

Buonasera Marino, secondo lei ci sono le condizioni in questo momento per una ripresa del campionato o sarebbe meglio chiudere qui e pensare già alla prossima stagione?

“Diciamo che vedendo la situazione dal punto di vista economico è normale che le società spingano per giocare perchè comunque è evidente che tanti club vivono di diritti televisivi e non giocare sarebbe un disastro per loro. Sul piano umano invece quando sento ancora che ci sono 500 morti al giorno mi viene da riflettere e penso che forse sarebbe meglio fermarsi per partire poi in condizioni migliori la prossima stagione. Ancora non sappiamo realmente se il virus sta sparendo o è ancora in casa. C’è il rischio di ritrovarsi al punto iniziale “

Qual’è la cosa che le piace di più del mondo del calcio e quella che magari trova più negativa in questo ambiente

“Nel calcio moderno c’è sicuramente meno qualità, è un calcio business meno famigliare rispetto ad un tempo. Quando giocavo a Udine ad esempio c’era più senso di appartenenza all’interno della squadra, adesso i giocatori vanno e vengono, una volta mi ricordavo i giocatori di quasi tutte le squadre ora invece non ci riesco. E’ cambiato il calcio in generale, bisogna adeguarsi è un calcio di quantità in tutti i sensi, adesso si bada soprattutto ai bilanci e meno alla qualità sul campo”

Nella sua carriera ha avuto la fortuna di giocare anche con un campione come Roberto Baggio, quanto manca al calcio italiano un fuoriclasse come lui e qual’è il più bel ricordo che ha insieme a lui

Baggio era un campione, non lo scopro certamente io, la mia fortuna è stata quella che lui scelse di giocare in una squadra medio-piccola e che io allo stesso tempo avevo deciso di rimanere li a Brescia. Baggio mi diceva: ” Stai tranquillo, ho giocato con tanta gente importante ma anche tu lo sei”, ti incoraggiava, era umile, forse troppo, nel calcio di oggi per diventare dirigente e stare in questo ambiente forse Baggio è troppo umile, è un mondo di lupi”

A Udine ha vissuto l’anno della promozione in Serie A, qual’è il più bel ricordo che ha del Friuli e un giudizio sull’Udinese di oggi che rispetto al passato ha un rendimento più altalenante

“Ho ottimi ricordi del Friuli, dal lato calcistico mi ha fatto esordire in serie B prima e in serie A dopo, è la squadra che mi ha svezzato, il Friuli fa parte della mia vita e ho due figli che ci abitano quindi una parte di cuore è li. La famiglia Pozzo va ringraziata perchè mantiene da anni la società in serie A, la loro gestione è sempre stata mirata a creare plusvalenze, se vedessimo tutti i calciatori che sono passati per Udine allora uno direbbe che c’è una squadra da Nazionale però i Pozzo hanno privilegiato tante volte il bilancio per far quadrare i conti, negli ultimi anni qualitativamente l’Udinese ha perso giocatori importanti. I tifosi friulani li conosco, sono molto attaccati alla squadra e vorrebbero una squadra almeno da Europa. Certo se guardiamo il bilancio complessivo della gestione Pozzo allora tanto di cappello ma poi è normale che i tifosi guardino non solo l’aspetto economico”

Qual’è la squadra alla quale è rimasto più legato e qual’è stato il gol più importante della sua carriera

“Da attaccante dico che tutti i gol sono importanti, per quanto riguarda invece le squadre in cui ho giocato devo dire che per me sono tutte importanti, forse il club al quale sono più legato è la Lodigiani perchè da li è partito tutto, è la squadra di Roma che mi ha fatto arrivare ad essere quello che sono, devo tanto a questa società. La Lodigiani ha svezzato Totti e Toni per esempio, era una fucina di talenti”

Qual’è l’avversario più forte che ha affrontato e quale invece il compagno di squadra che l’ha più impressionata

“Quando giochi in serie A ci sono tanti giocatori forti, ho avuto la fortuna di giocare contro Zidane per esempio, ma l’attaccante che mi ha più impressionato è sicuramente Ronaldo, il Fenomeno, è il giocatore più forte che abbia mai visto. Per quanto riguarda i compagni di squadra invece ho giocato con attaccanti come Bierhoff, Carnevale, sono stato fortunato anche se aver giocato con Roberto Baggio è stato un sogno, era qualcosa di spettacolare vederlo giocare anche se era a fine carriera”

A cura di Massimo Liva

 

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