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Sandro Cois a MDC: “Che rimpianto nel 1999. Mi rivedo in Veretout. Mondonico e Malesani gli allenatori più importanti”

La Redazione di Momenti di Calcio ha il piacere oggi di parlare con Sandro Cois, indimenticato ex calciatore di Torino, Sampdoria e soprattutto Fiorentina. Con i viola ha raggiunto il suo punto più alto di carriera, vincendo due Coppa Italia nel 1996 e 2001 e una Supercoppa nel 1996. In carriera ha vinto un’altra coppa Italia con il Torino nel 1992.
Cois ha vestito anche la maglia della Nazionale Italiana vincendo l’Europeo Under 21 nel 1994

Quella Fiorentina era piena di campioni: da Batistuta a Rui Costa a Edmundo con un altro fenomeno in panchina come Giovanni Trapattoni. Che squadra era e che ricordi ha della Fiorentina che sfiorò lo scudetto nel 1998/99?

Quella era una grande squadra, eravamo tutti nazionali. Purtroppo siamo stati solo Campioni d’inverno che non conta nulla. Sono convinto che se Batistuta non si fosse infortunato ed Edmundo fosse rimasto con noi invece di tornare in Brasile per il carnevale di Rio, avremmo potuto vincere lo Scudetto.

Ci può raccontare della “tragedia sportiva “ per Firenze ovvero la retrocessione del 2001?

Fu una tragedia annunciata purtroppo erano mesi che sentivamo voci di un fallimento.

È rimasto in contatto con qualcuno dei suoi ex compagni?

Sono rimasto in contatto con Sottil e con pochi altri.

Cosa ne pensa della storia calcistica e umana di Vittorio Cecchi Gori?

Cecchi Gori è stato un grande Presidente, un grande tifoso ma probabilmente non è stato altrettanto bravo nel suo lavoro. Però gli voglio bene.

Di cosa si occupa Lei ora? E’ rimasto legato al mondo del calcio?

 Io sono allenatore: alleno i giovanissimi del Margine Coperta.

Ha una squadra del cuore o comunque che segue con particolare affetto?

Si, la Fiorentina e il Torino sono nel mio cuore. 

Ha dei rimpianti per la sua carriera terminata presto, a 31 anni?

Certo, se non avessi avuto 2 ernie cervicali potevo giocare ancora. Per fortuna però mi sono fatto male a 30 anni e non a 20, altrimenti avrei smesso prima…

Lei è stato allenato da Malesani e Mondonico: che personaggi sono stati per il mondo del calcio e che ricordi ha Lei?

Mondonico mi ha fatto diventare calciatore vero e mi ha fatto esordire nel Torino che ero giovanissimo. Malesani è stato un grande per me. Il primo giorno di ritiro mi disse: “Sandro, se ascolto quello che dicono su di te, ti metto in tribuna ogni domenica. Ma io guardo il campo…”

Fu l’anno più bello della mia vita: conquistai la nazionale e il Mondiale del 1998

Chi potrebbe essere il Sandro Cois di oggi?

Oggi mi rivedo un po’ Veretout della Roma. 

A cura di Raffaele La Russa

Ideatore e Fondatore del Sito, appassionato di calcio e studente di Giurisprudenza

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