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Da Bergamo a Cosenza, il mondo Ultras si stringe

In ogni angolo d’Italia non sono mancate donazioni tramite la creazione di fondi a sostegno di coloro che nell’emergenza Coronavirus sono in prima linea.

Il Contesto

In un mondo del calcio quello dell’ultimo mese e mezzo, giusto il periodo di una quarantena, diviso tra interessi singoli tra le sue varie componenti e l’interesse generale di un’industria che deve ripartire al fine di produrre e quindi fatturare è la cornice di questo sport, che sport non è più, a regalare le pagine migliori. Una categoria quella degli ultras sempre al centro di polemiche e contraddizioni ma che nella scala delle priorità ha deciso di mettere l’umanità e il buon senso al primo posto.

Da Bergamo in giù

Da inizio epidemia, dalle grandi città ai centri più piccoli, alle parole tramite i vari comunicati sono corrisposti i fatti.

Bergamo è stato uno tra i comuni più colpiti. Claudio “Bocia” Galimberti, leader degli ultras bergamaschi dell’Atalanta, si schernisce con l’Adnkronos quando commenta il gran lavoro del “suo gruppo” per l’ospedale Covid alla Fiera. Il suo gruppo fa parte di quell’esercito di volontari che ha dato braccia e cuore per realizzare in fretta e furia la struttura dell’emergenza. “Non serve pubblicità. Abbiamo fatto quello per cui tutti i cittadini vengono chiamati in causa, che siano tifosi, che siano della bocciofila o artigiani comuni: abbiamo fatto quello che era giusto fare, perché ce n’era bisogno”.

Nella capitale, da ambo le sponde del Tevere, non sono mancate campagne di raccolta fondi tramite piattaforme in rete devolute interamente allo Spallanzani di Roma e all’ospedale San Paolo di Civitavecchia.

A Napoli invece, un bellissimo gesto arriva direttamente dalla Curva B, il Gruppo Fedayn ha infatti dato il via nelle ultime ore all’ennesima raccolta fondi contro il coronavirus per gli ospedali della città. Poco più a sud, Salerno ha mostrato quanto la solidarietà non abbia confini: da Gelsenkirchen sono arrivati due bonifici – totale 1904 euro – destinati ai ragazzi del centro storico che raccolgono cibo per i bisognosi e ad altri gruppi ultras impegnati nella raccolta fondi per i reparti più colpiti. Storico è infatti il gemellaggio tra Schalke 04 e Salernitana.

Infine anche a Cosenza gli ultras sono stati a sostegno con l’acquisto di migliaia di mascherine rossoblù per favorire il cotrasto al Covid-19.

Aderenza al momento e al contesto

Non sono state solo le manifestazioni di umanità, ma è la grande consapevolezza del momento, il “fare la cosa giusta al momento giusto” che da la dimensione di questi gesti. L’appropriatezza alla situazione non è cosa scontata come stiamo vedendo dagli attori principali del mondo del calcio divisi da interessi di bottega.

Jacopo Ioannilli

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Laurendo in Lettere all'Università di Roma Tre, appassionato di calcio ed in generale di tutti gli sport.

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