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Fiorentina, allora non era tutta colpa di Corvino…ecco perché Pradè finora ha fatto peggio

L’ultimo anno dei Della Valle è stato contrassegnato dalla contestazione del popolo Viola sia alla proprietà sia al Ds Pantaleo Corvino cui pure sono legati gli anni migliori della storia recente gigliata.

La stampa e i tifosi Viola non ne potevano più di Pantaleo reo di essere oramai rimasto ancorato a un vecchio modo di fare calcio, fuori dalle amicizie che contano e di aver lasciato una squadra da zona retrocessione con tanti calciatori non vendibili o piazzabili altrove,

Al suo posto con grande affetto è stato richiamato Daniele Pradè che tanto bene aveva fatto insieme a Montella nella precedente esperienza viola ricca di tante soddisfazioni e i cui acquisti stagionali sembravano aver dato nuova linfa al progetto americano di Rocco Commisso.

Invece, già a fine novembre, la Fiorentina fa acqua da tutte le parti e con un calendario da brividi alle porte, i tifosi Viola tremano e sono ripiombati nell’incubo della parte finale dello scorso campionato quando la squadra rischiò seriamente la serie B.

Lo spernacchiato Pantaleo Corvino viene così rivalutato scoprendo che ben 6 titolari della Fiorentina attuale sono arrivati sotto la sua gestione (Dragowski, Milenkovic, Pezzella, Castrovilli, Chiesa, Vlahovic) mentre gli acquisti di Pradè sono avvenuti grazie anche alla cessione a peso d’oro di Veretout, pagato due lire, alla Roma.

Il tutto senza considerare tre potenziali pezzi da novanta che se ceduto frutterebbero alla Viola non meno di 150 milioni di euro (Milenkovic, Chiesa e Castrovilli) senza tralasciare di ricordare come – a differenza del popolo Viola che voleva l’acquisto a titolo definitivo di Piacka- al bilancio vanno aggiunti anche i soldi risparmiati sul croato grazie all’occhio lungo del buon Pantaleo.

Di contro gli si potranno perdonare, a fronte di tanta lungimiranza, gli errori su Cristoforo, Oliveira, Dabo e Thereau anche se tutti in passato il loro piccolo contributo comunque lo hanno dato e comunque arrivati in epoca di vacche magre quando inDella Valle a a no imposto l’auto finanziamento senza avere calciatori da cedere a prezzi eccezionali.

Gli acquisti di Pradè, invece, sono stati Lirola, Pedro, Dalbert, Pulgar, Badelj, Caceres, Ribery etc: alzi la mano chi ha davvero pensato che questi giocatori potessero migliorare il tasso tecnico di una squadra salvatasi all’ultima giornata lo scorso campionato.

Al netto dell’apporto – mediocre finora- di Montella non pare che il Ds romano abbia inciso molto nell’organico Viola almeno secondo quanto attestano i risultati attuali.

E allora diamo a Cesare ciò che è di Cesare e a Pantaleo cioè che è di Pantaleo, ovvero riconoscere che sia stato di gran lunga il miglior direttore sportivo della storia della Fiorentina senza nulla togliere ad altri grandi manager che ci sono stati in passato.

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