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Michele Pazienza a MDC: “Allenare è molto più difficile di giocare. Ecco perchè alcune squadre di C arrivano dopo poco tempo in A”

La Redazione di Momenti di Calcio ha contattato l’ex calciatore ed oggi allenatore Michele Pazienza. Ecco le sue parole…

Michele Pazienza da calciatore ha giocato in grandi squadre e ha vinto anche trofei.
E’ ricordato per aver giocato tanti anni nel centrocampo della Fiorentina, e poi ha raggiunto l’apice della sua carriera nel Napoli, poi nella Juventus dove ha vinto una Supercoppa, e nell’Udinese.
Ora, appese le scarpe al chiodo, è un allenatore e noi gli auguriamo davvero una brillante carriera.

Che allenatore è oggi Michele Pazienza? Assomiglia di più Sacchi o più a Capello?

Io sono un allenatore giovanissimo, che ha tanta voglia di imparare e tanta passione per questo sport. Avvicinarmi ad un allenatore rispetto ad un altro in questo momento mi sembra inopportuno, ma mi piacerebbe studiare entrambi e tirare fuori il meglio da entrambi gli allenatori.

Lei ha allenato il Pisa, il Siracusa in Serie C e quindi conosce questa categoria: notiamo che ogni anno la squadra che viene dalla C vince anche la B : perché , secondo lei? Quali sono le differenze fra B e C se esistono perché pare che non c’è ne siano…

In realtà la differenza c’è. In serie B trovi giocatori più pronti fisicamente e quindi abituati ad un altro tipo di intensità.

Una squadra che viene dalla C dopo aver vinto un campionato è formata da giocatori che hanno già dei meccanismi perfezionati e questo gli dà quel vantaggio che poi gli permette di avere risultati in una categoria superiore.

Sono convinto che le squadre che vengono da un campionato di Serie C fanno bene in B se fanno scelte mirate nelle zone del campo intervenendo sui giocatori di personalità e di esperienza.

Lei ha appena cominciato la carriera di allenatore: meglio giocare o allenare?

Ho smesso di giocare da poco: vivere questo sport da calciatore è bello ed entusiasmante, e ti lascia la testa libera rispetto a quando passi dall’altra parte. Allenare è un mestiere diverso. Ci sono responsabilità, non tutto dipende da quello che dai e che proponi ma molto spesso dipende da quanto i giocatori sono disposti a seguire quello che tu proponi. Ora direi con sincerità che la vita da calciatore sia molto più semplice di quella di calciatore.

Quale è il suo sogno più grande ora?

Il mio sogno è quello di realizzarmi così come ho fatto da calciatore, in questo nuovo ruolo, crescere il più possibile ed ottenere vedendo con i miei occhi il risultato del mio lavoro durante la settimana.

C’è un giocatore in questa serie A attuale che rispecchia il Michele Pazienza calciatore?

No, perchè oggi i centrocampisti moderni hanno caratteristiche diverse dalle mie. Sono più dinamici e capaci di fare le due fasi nello stesso modo. Io ero un calciatore abbastanza difensivo e non riuscivo con le stesse qualità a fare le fasi offensive.

A cura di Raffaele La Russa

Ideatore e Fondatore del Sito, appassionato di calcio e studente di Giurisprudenza

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