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Lazio, Diaconale torna sul post gara di San Siro

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Intervenuto ai microfoni di ElleRadio, Arturo Diaconale, responsabile della comunicazione della Lazio, è tornato ancora una volta sugli episodi accaduti al termine della sfida con il Milan di sabato sera e sulle conseguenti decisioni del giudice sportivo. Riguardo il gesto di Kessie e Bakayoko, ha affermato:

“Una maglia scambiata amichevolmente è stata ostentata come fosse un trofeo di guerra facendo scaturire una situazione offensiva e inaccettabile. Il Giudice Sportivo ha chiuso tutte le polemiche tranne quella relativa al comportamento di Kessie e Bakayoko, attendiamo il giudizio della Procura Fe

derale”.

Ed inoltre:

“Il calcio non è guerra, è gioco ed è sciocco e grave compiere certi gesti, mancare di rispetto a una maglia esibendola come un trofeo in un rito tribale”.

Diaconale, nel proseguo dell’intervento, si è soffermato anche sulle accuse rivolte nella giornata di ieri a Lucas Leiva, difendendo con fermezza il centrocampista biancoceleste:

“È difficile fare chiarezza sul post-partita di Milan – Lazio, è avvenuto di tutto in maniera molto concitata. Rispetto a quanto registrato dagli ispettori i dirigenti della Lazio non si sono accorti di nulla. Lucas Leiva è una persona civilissima ed ha escluso di aver insultato in quella maniera il dirigente milanista. Allo stesso tempo c’è questo referto che riporta lo scambio di battute: il giudice ha chiuso la vicenda comminando la multa a Leiva ridimensionando la portata dell’episodio. Io mi sarei aspettato che la multa fosse stata estesa anche all’altro contendente nel battibecco, ma questo non è avvenuto e mi attengo alla decisione del giudice federale che chiude definitivamente questa vicenda.Noi rimaniamo convinti che Leiva non abbia fatto nulla e che se c’è stato uno scambio di parole sia stato privo di quei toni pesanti riportati. Ci sentiamo danneggiati anche in questo. A voler essere maliziosi si potrebbe pensare che qualcuno avrebbe voluto utilizzare la vicenda Leiva per coprire quella relativa a Kessie e Bakayoko, ma questo non è riuscito perché la vicenda Leiva ora è chiusa e l’altra invece resta aperta in attesa delle decisioni della Procura Federale”.

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