Connect with us

home

Lazio, i primi tre anni dell’era Inzaghi

Lazio
Il 3 aprile 2016, in un caldo pomeriggio romano, la Lazio veniva demolita dopo un derby mai in discussione. Si chiudeva l’esperienza di Pioli sulla panchina dei capitolini e si apriva l’era di Inzaghi

Preambolo- Lazio- Roma 1-4. Punto e a capo. Fine di un ciclo, quello di Stefano Pioli, che, appena pochi mesi prima, aveva portato alla conquista dei preliminari di Champions League. Lotito è spiazzato. Mancato il salto di qualità, urge ripartire, affidando nel frattempo le chiavi della panchina ad un traghettatore fino a giugno. Viene chiamato Simone Inzaghi, ex centravanti biacoceleste ed allenatore della primavera che, con le giovani leve ha conquistato due Coppe Italia (una contro la Roma in finale), una Supercoppa Italiana ed un secondo posto in campionato. Anche alla guida della prima squadra Simone fa il suo, con 12 punti conquistati in sette partite. Risultati buoni, ma non sufficienti per ottenere la conferma a fine anno di Lotito, il quale, per la stagione successiva ingaggia Marcelo Bielsa.

Primo atto- Una piccola opportunità sfruttata bene, non abbastanza però da riuscire ad ottenere la conferma definitiva. Così potrebbe sintetizzarsi l’esperienza da allenatore della Lazio di Inzaghi, se non fosse che Bielsa viene chiamato “el loco” (il pazzo) non a caso. Il coach argentino infatti, prima sembra accettare l’incarico, ma poco dopo con dichiarazioni al veleno contro la dirigenza laziale, rea di non averlo accontentato sul mercato, non si presenta a Formello, lasciando la panchina vacante.

Lotito è in crisi e l’unica soluzione si chiama, di nuovo, Simone Inzaghi. La piazza è scettica e soprattutto critica (la maggiore accusa che pende sul neo allenatore è quella di essere uno “yes man” di Lotito). Simone è cosciente dell’umore della tifoseria e nel silenzio delle Dolomiti procede alla rifondazione di un gruppo indebolito da cessioni importanti, come quella di Candreva all’Inter.

Nella prima uscita in campionato a Bergamo la fotografia dell’intera stagione: a segno fin da subito Immobile (prelevato in quella stessa estate dal Siviglia, desideroso di rivalsa), rete di Lombardi (simbolo dell’esplosione dei giovani, fattore centrale nell’annata in questione, vedi Strakosha), rimonta dell’Atalanta sfiorata (elemento che rappresenta al meglio alcuni periodi  dove la mancanza di esperienza ha rischiato di giocare brutti scherzi) e sigillo finale di Cataldi (emblema di un gruppo che fin dove possibile ha raggiunto il risultato voluto).

Una finale di Coppa Italia conquistata, eliminando i cugini giallorossi in semifinale, e un quinto posto in classifica che regala un posto in Europa League ad un giovane allenatore in grado di sovvertire tutte le aspettative.

Secondo atto- Archiviata la prima vera stagione, per Inzaghi è tempo di conferme. La prima arriva prestissimo, il 13 agosto 2017 nella finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus, dove Simone alza il suo primo trofeo da allenatore di serie A. Il campionato è caratterizzato da conferme e scoperte esaltanti, come quella di Luis Alberto e Lucas Leiva, giunto nella capitale per sostituire Biglia. La Lazio gioca bene, segna tanto e continua a lottare su tutti i fronti. Tutto molto bello, fin quando non bisogna raccogliere i frutti del lavoro.

I biancocelesti vengono sfortunatamente eliminati in Coppa Italia ai calci di rigori contro il Milan; abbandonano l’Europa League ai quarti di finale dopo un tracollo storico in quel di Salisburgo e vedono, infine, sfilarsi la qualificazione in Champions League dall’Inter, nello scontro diretto dell’ultima giornata all’Olimpico, dove sarebbe bastato anche un pareggio.

Un’annata da due facce che lascia ancora spaccata la tifoseria: per alcuni rimarrà una stagione comunque da ricordare; per altri, più attenti ai risultati, un fallimento di rare dimensioni.

Terzo atto- L’epilogo deludente del 20 maggio 2018, riecheggia ancora nei pensieri di Immobile e compagni quando è tempo di tornare in campo per un nuovo campionato. Le prime giornate, complice anche un calendario difficile, regalano pochi punti ai romani che, inoltre, sembrano non riuscire più ad esprimere il bel gioco di qualche mese prima. I risultati comunque arrivano, permettendo alla Lazio l’approdo ai sedicesimi di Europa League, la conquista della semifinale di Coppa Italia ed una posizione in classifica idonea per sognare la Champions League. Il primo periodo del 2019 vede una flessione nelle prestazioni dei ragazzi di Inzaghi con l’eliminazione europea per mano del Siviglia. Archiviato il momento nero, nelle ultime uscite le aquile, grazie alla capacità del tecnico piacentino di varare nuove soluzioni, sembrano vivere una nuova giovinezza, con la nuova Lazio formato “fantasia” pronta a dare spettacolo ogni domenica.

Nel calcio però contano i risultati e la sponda biancoceleste del Tevere potrebbe digerire veramente male un altro anno di bel gioco non accompagnato dal raggiungimento di alcun obiettivo.

Carlo Peroni

loading...

Click to comment

Rispondi

Serie A


I nostri partner…

Ti Consigliamo…

Seguici anche su Radio Momenti di Calcio

Ascolta “Lo show di Momenti di Calcio” su Spreaker.

 

In Diretta, Tutti i lunedì dalle 18:15 cliccando QUI

Seguici su Facebook!

RSS Brevi Sport

Collabora con noi

Contattaci…

Contattaci al n. 3341942054 oppure scrivici a commerciale@momentidicalcio.com

RSS Dal mondo

La nostra rubrica… Saranno Campioni?

Contattaci…

Contattaci al n. 3341942054 oppure scrivici a commerciale@momentidicalcio.com



La nostra rubrica: La Storia del Calcio

More in home