editoriali
Roma, cronaca di un fallimento annunciato ad agosto
La sconfitta contro il Napoli e il conseguente abbandono dell’obiettivo Champions rendono evidenti errori cominciati sin da questa estate.
La Roma è definitivamente sparita. Sparita dagli obiettivi che si era posta all’inizio di questo campionato, con il quarto posto, ultimo appiglio per rendere questa stagione meno amara, che si dissolve ieri con l’ennesima umiliazione di questa stagione.
Cercare i colpevoli di questa situazione è fin troppo facile, dal momento che nessuno all’interno della Roma è esente da colpe per una stagione fallimentare sotto tutti i punti di vista: il pensiero che questa squadra poco meno di un anno fa era in semifinale di Champions League dopo aver eliminato il Barcellona è qualcosa di realmente incredibile…o forse no.
Non è totalmente incredibile perché tutto parte dal mercato estivo nel quale il ds Monchi, anche per le necessità imposte dal fair play finanziario, costruisce una squadra, avallata dall’ex allenatore Di Francesco, sbagliata già in partenza; giocatori importanti sostituiti da altri assolutamente non all’altezza, il cui esempio lampante è quel Robin Olsen, portiere mediocre e nulla di più, chiamato a sostituire un fenomeno come Alisson.
Ma ridurre al solo Olsen questo sfacelo è operazione sbagliata oltre che ingiusta, dal momento che è difficile avere un equilibrio in campo se acquisti Pastore per farlo giocare come intermedio in un centrocampo a 3 e “completi” il reparto con tanti trequartisti (Zaniolo, Pellegrini, Pastore), due mediani simili (De Rossi e Nzonzi) e nessun incontrista con cambio di passo.
Se poi a tutti questi errori aggiungiamo il rendimento assolutamente sotto le aspettative di senatori come Dzeko (unico in Serie A a non aver ancora segnato un gol in casa in campionato), Fazio, Florenzi e gli errori di un allenatore che non è mai riuscito a dare un impronta di gioco definita a questa squadra, ecco qui che il disastro è completo.
Ad oggi, con il settimo posto e una classifica che mette a rischio anche la qualificazione in Europa League, la situazione in casa Roma fa presagire una sorta di rivoluzione per l’anno prossimo, un nuovo anno zero che dovrà essere ricostruito sulle macerie di un disastro iniziato da Monchi e portato avanti fino ad oggi.
Filippo D’Orazio
Il calcio da sempre è l’amore di una vita, il giornalismo sportivo la mia passione e il mio lavoro