Se in Champions domina l’Inghilterra, in Europa League il dominio è spagnolo: stasera rischia l’Arsenal

Con la vittoria dell’Atletico Madrid nella finale dell’anno scorso gli iberici hanno conquistato il trofeo ben sei volte su nove.

Tre volte con i colchoneros e altrettante con il Siviglia. Gli andalusi sono ancora in corsa anche quest’anno e cercheranno il colpaccio alla Eden Arena contro lo Slavia Praga dopo aver pareggiato per 2-2 in casa in una gara caratterizzata dal gol “non voluto” di Kral che ha imposto il pari definitivo.

Il Valencia di Marcelino invece all’andata ha vinto 2-1 al Mestalla, ma parte senza garanzie per la trasferta di Krasnodar, terra del fiume Kuban e ricca d’insidie come dimostra la cacciata del Bayer Leverkusen nel turno precedente.

Ben più agevole il compito del Villarreal, che riparte dal perentorio 3-1 in casa dello Zenit e potrebbe entrare tra le prime otto da quart’ultimo in Liga, pur avendo cambiato tre volte l’allenatore e richiamato Javier Calleja per salvare la baracca.

Per due stagioni, dal 2002 al 2004, Petr Cech ha difeso i pali del Rennes. È tornato in Francia la settimana scorsa, ma il suo Arsenal ha rimediato un 3-1 da cui non sarà facile risalire stasera all’Emirates contro i transalpini, ottavi in Ligue 1 e distanti sette punti dall’Europa.

Unai Emery, l’uomo copertina della seconda manifestazione continentale per i suoi trascorsi, si affiderà a Pierre-Emerick Aubameyang, arrivato per la quinta stagione consecutiva a quota 20 gol in tutte le competizioni.

In generale con i Gunners ha siglato 30 reti in 52 presenze, servirà l’ennesima grande prestazione per un’altra rimonta dopo quella ai danni del Bate Borisov ai sedicesimi: in questo torneo l’unica volta che una squadra ha ribaltato un 3-1 risale al 2009/2010, con la Juve che poi perse 4-1 contro il Fulham e fu eliminata.

L’altra inglese ancora in corsa, il Chelsea di Sarri, di problematico avrà solo da percorrere gli oltre 4600 chilometri (tra andata e ritorno) che separano Londra da Kiev, dove dovrà “difendere” il 3-0 maturato nei primi 90’ contro la Dinamo.

Non convocato Higuain, per il tecnico italiano (che si è lamentato del terreno di gioco: “È un disastro”) sarà una buona occasione per fare tanto turnover in vista della trasferta di domenica pomeriggio nella tana dell’Everton: l’obiettivo quarto posto in Premier resta insindacabile e attualmente (con una partita in meno) dista solo due lunghezze.

(Fonte Gazzetta dello Sport)

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