La VAR: ecco perché i tifosi hanno perso fiducia: condiziona la classifica del campionato

Dopo due anni di VAR il mezzo tecnologico non ha risolto il problema dell’oggettività delle decisioni arbitrali e anzi le polemiche e le interpretazioni si moltiplicano.

Scrive Sportmediaset che mentre la tecnologia ha fatto la differenza in altre discipline, come il volley e il rugby, il calcio sembra restare un rebus “irrisolvibile”.

Nel nostro campionato gli arbitri, con o senza moviola, stanno condizionando pesantemente l’esito finale della classifica.

Si prenda il posticipo Roma-Empoli con gol del pareggio dei toscani annullato dal Var al 90° per un fallo di mano. La lettura televisiva del pallone che colpisce il braccio (posto davanti al corpo) dell’attaccante dell’Empoli lascia molti dubbi.

Secondo molti moviolisti il gol era valido. Questo in classifica vuol dire un punto in meno per la squadra di Iachini e due punti in più per quella di Ranieri.

Ma questo è solo l’ultimo esempio di una serie di decisioni “pesanti” che, Var o non Var, stanno condizionato la classifica.

Adesso si proverà a correre ai ripari anche perché c’è un emergenza arbitraggi in pure Champions League dove il VAR è stato appena introdotto con esiti sconfortanti (vedi Porto-Roma).

Ecco dunque che Roberto Rosetti, presidente della Commissione Arbitri della UEFA, spinge già per cambiare il protocollo. Obbiettivo tornare ad un arbitraggio “elementare” cercando di limitare al massimo la discrezionalità dell’arbitro in campo.

In particolare sul fallo di mano/braccio saranno riviste le letture soggettive e poi potrebbe essere introdotta la tecnologia anche sul secondo giallo. Ma c’è un elemento più inquietante degli errori arbitrali.

La reazione del pubblico alle correzioni del VAR. Se lo scorso anno i tifosi accettavano pazientemente e con rassegnazione le correzioni televisive perché di fidavano della nuova tecnologia adesso, dopo tutta una serie di errori incomprensibili, il pubblico fischia appena l’arbitro indica lo schermo.

Segno che la fiducia nell’oggettività della tecnologia è già scomparsa.

(Fonte Sportmediaset)

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