Fiorentina, senza Europa Pioli andrà via. Ecco i possibili sostituti, da Di Francesco a De Zerbi, passando per Spalletti e Sarri

Una strategia che, con il tempo, uscirà fuori in tutta la sua ponderatezza. Le parole diStefano Pioli sul proprio futuro sulla panchina della Fiorentina, però, sono un gesto quasi istintivo di chi si è sentito improvvisamente con le spalle al muro. Dopo il pareggio contro la Lazio, che ha proiettato la formazione toscana a sette punti dalla zona Europa League, il tecnico ha squarciato l’ambiente: “Ho già preso la mia decisione, non sarà l’opzione per il rinnovo a decidere il mio futuro”.
AMBIENTE POSITIVO – Fino a quel momento, il rapporto tra la dirigenza e l’allenatore appariva idilliaco. Mai uno screzio, mai una parola fuori dalle righe. Tutti uniti verso un unico obiettivo, “migliorare il piazzamento della scorsa stagione”: tradotto, andare in Europa. Meta che, al momento, è diventata ardua, almeno attraverso il campionato. Perché il 24 aprile si giocherà la semifinale di ritorno di Coppa Italia e, ripartendo dal 3-3 al ‘Franchi’, c’è ancora un grande spiraglio. Sebbene non ci fossero stati incontri in merito, dalla società filtrava la volontà di confermare il tecnico per un’altra annata, potenzialmente anche senza qualificazione europea.MOTIVI – Le cause del gelo non sono ancora note, ma possono essere in parte ricostruibili. Pioli potrebbe aver giocato in contropiede nei confronti della Fiorentina, anticipando la mossa dopo un risultato che lo ha allontanato dall’obiettivo stagionale. “Comunicherò la mia decisione a fine campionato – ha dichiarato in sala stampa – e non sono preoccupato della scadenza del contratto, solo i miei stimoli decideranno per me”: parole che, inserite in un contesto dove sanno di rottura, aprono scenari impensabili.L’allenatore ha sempre professato il proprio amore per la piazza, vissuta anche da calciatore, e punta a lasciarsi con essa nel migliore dei modi. Contemporaneamente, avrebbe messo le mani avantiin caso di decisione negativa della Viola. Oppure aver cambiato stimoli, almeno sul progetto.

SUCCESSORI – E come di rito, è già iniziato il toto-tecnico. L’esonero di Eusebio Di Francesco – cercato dal DG gigliato Pantaleo Corvino prima di scegliere Pioli – è un nome papabile, così come quello di Roberto De Zerbi del Sassuolo, squadra che proprio DiFra allenava all’epoca. Le suggestioni e i sogni portano ai nomi di Luciano Spalletti – inviso da una parte della tifoseria nonostante sia fiorentino – e Maurizio Sarri: speranze e retorica, perché gli ingaggi dei due non sono alla portata della Fiorentina. Occhio alle sorprese, come fu Paulo Sousa. 

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