Fiorentina, chiamatelo mister X: Pioli pareggia ancora e l’Europa scappa via da Firenze

E con quello di ieri sera contro la Lazio sono 13.

13 pareggi su 27 partite vuol dire che l’Europa, almeno via campionato, per la Fiorentina resta un miraggio anche per quest’anno.

Nessuno in Italia pareggia come i viola e questo è stato il grosso limite di un tecnico che sta facendo storcere il naso ai dirigenti viola che prendono tempo nel non rinnovare il contratto al tecnico emiliano.

Perché tutti questi pareggi? Innanzi tutto diciamo una cosa: l’organico della squadra rispecchia fedelmente l’attuale posizione in classifica con almeno 7/8 squadre decisamente più forti dei viola.

Prova lampante la partita di ieri dove la Lazio, che pure non è fra le primissime squadre italiane, per almeno 60 minuti ha fatto quello che ha voluto dimostrando una caratura tecnica nettamente migliore della Fiorentina.

Troppi giovani: Lafont bravino ma ha dimostrato ancora molti limiti per essere un portiere di una squadra con grandi ambizioni.

Ceccherini, Laurini, Biraghi, Dabo, Norgaard e mettiamoci anche il Vitor Hugo svagato di quest’anno sono difensori di squadra di centro/bassa classifica e spesso hanno giocato tutti e tre insieme quest’anno…

Veretout è bastato l’ombra del grande giocatore ammirato lo scorso anno, Gerson sembra più un calciatore da spiaggia brasiliana a causa dei suoi ritmi bassi e altalenanti, Pjaca praticamente nullo.

Dalla stagione viola si salvano solo Pezzella, Chiesa, Muriel, Benassi, Mirallas, Simeone e Milenkovic con Edimilson che pure la sua sufficienza l’ha meritata.

Premesso questo veniamo a Pioli.

Tecnico bravo, tattico quanto basta ma a Firenze gli si possono rimproverare tante cose.

1) La squadra non ha un gioco, non ha schemi ne offensivi ne difensivi a parte i lanci lunghi per Muriel e Chiesa e quando deve costruire gioco contro squadre più deboli spesso è stato un disastro ( vedessi gare con Udinese, Bologna, Frosinone, Parma ad esempio)

2) formazioni iniziali spesso sbagliate e poi corrette in corsa con cambi ovviamente sprecati.

3) nessuna “genialità”: mai cambi prima del 60′ minuto e se esce un difensore entra un difensore simile è se esce un attaccante entra un attaccante simile.

4)Non aver valorizzato Pjaca: vero è che il calciatore è della Juve ma quest’anno poteva essere un valore aggiunto. Pioli è stato l’unico a non aver capito che il croato non sa giocare esterno sinistro e invece tutte le sue esibizioni in maglia viola lo hanno visto giocare in quel ruolo con magrissime figuracce.

5) Sfinire Simeone nella rincorsa dei difensori avversari sempre da solo con conseguente mancanza di lucidità sotto porta e purtroppo Simeone era l’unica punta.

Il risultato? Il pessimo girone d’andata prima che arrivasse Muriel.

6) Kevin Mirallas: si sta dimostrando un ottimo giocatore ma Pioli lo ha ignorato per l’intero girone d’andata così come il giovane Hancko, preferendo a quest’ultimo un Biraghi decisamente inadeguato alle ambizioni dei viola.

Ovviamente Pioli non ha solo demeriti: dalla sua ha la grande capacità di essere seguito dai suoi ragazzi con i quali ha creato un gruppo splendido, deciso e determinato che lotta fino alla fine terminando spesso stremati le partite e raggiungendo risultati insperati anche quando la gara sembrava irrimediabilmente compromessa.

Il suo futuro è in bilico: 12 partite e soprattutto una, quella con l’Atalanta che può valere una stagione, a sua disposizione per conquistare i sempre più scettici dirigenti viola.

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