Roma, Di Francesco con le ore contate: l’ultimo atto di una confusione totale

Per Di Francesco sarà decisivo il ritorno degli ottavi di Champions mercoledì sera contro il Porto

Stavolta sembra davvero che il cammino di Eusebio Di Francesco sulla panchina della Roma sia giunto al capolinea: le vittorie sofferte contro Bologna e Frosinone e la batosta nel derby sembrano aver schiarito le idee degli alti piani dirigenziali giallorossi sul futuro del tecnico. Una fiducia a giorni, legata al possibile passaggio ai quarti di finale di Champions League, ma che in realtà cela una confusione societaria piuttosto evidente.

Che senso ha esonerare un tecnico a marzo a seguito di un’eliminazione che, viste le condizioni attuali della squadra giallorossa, sembra già segnata? La sconfitta nel derby è stata solo l’ultima di una serie di prestazioni altamente negative della Roma da inizio stagione fino ad oggi, con punti persi contro squadre di bassa classifica e umiliazioni cocenti come il 7-1 di Firenze in Coppa Italia.

Esonerare adesso Di Francesco, per sostituirlo con Paulo Sousa o Panucci, potrebbe avere l’unico effetto positivo di una scossa alla squadra, ma a livello tattico è difficile che si possa svoltare con 2/3 di stagione ormai alle spalle; sarebbe stato molto più dignitoso per il tecnico abruzzese rassegnare le dimissioni per non essere mai riuscito a farsi seguire ed essere riuscito a proporre la sua idea di gioco alla luce dei risultati scadenti.

Invece di prendere decisioni di pancia ormai tardive, la Roma dovrebbe arrivare a fine stagione limitando i danni per poi a giugno puntare su un allenatore di primo livello capace di dare finalmente un’identità di gioco alla squadra e, soprattutto, in grado di prendere in mano uno spogliatoio che sembra, per l’ennesima volta, spaccato.

Filippo D’Orazio

Rispondi