Formula Uno, i 70 anni di Niki Lauda: il mondo dello sport lo applaude

Il presidente non esecutivo di Mercedes, ex pilota Ferrari e tre volte campione del mondo, compie 70 anni.

La sua storia, la sua carriera e il suo carattere lo hanno reso unico.

Di sicuro uno dei migliori piloti della storia.

Era soprannominato “computer” e di lui molti ricordano il drammatico incidente in pista dell’agosto 1976. 

Gli ultimi mesi sono stati delicati dopo un trapianto di polmone che lui ha definito “Peggio del Nurburgring”.

Settanta anni fa, il 22 febbraio 1949, nasceva Andreas Nikolaus Lauda, detto Niki, l’ex pilota austriaco tre volte campione del mondo di Formula 1. Per la meticolosità con cui metteva a punto la propria vettura e per la sua capacità di individuare con precisione i difetti del mezzo che guidava, era soprannominato “il computer”. Lauda è considerato uno dei migliori piloti di sempre e, nel corso della sua carriera, ha disputato 171 Gran Premi, vincendone 25.

La storia

Dopo il terribile incidente sul circuito del Nurburgring nel 1976, il pilota non si è mai arreso e ha continuato a correre. Niki Lauda è nato a Vienna da una famiglia di imprenditori e banchieri dell’alta società austriaca. Il giovane fu costretto a rompere presto i rapporti con i familiari per seguire la sua passione, poiché la professione di pilota automobilistico – secondo i suoi genitori – non rendeva sufficientemente onore al nome della famiglia. Dopo aver lasciato la scuola, Lauda chiese alcuni prestiti in banca e riuscì a finanziare l’inizio della propria carriera: partecipò al campionato di Formula Vee e successivamente passò alla Formula 3, ma la sua carriera da professionista, però, prese il via grazie a un altro prestito bancario, coperto da un’assicurazione sulla vita, che gli consenti di ottenere un posto presso il team March in Formula 2.

L’esordio e la Formula 1

Il suo esordio in gara avvenne il 15 agosto 1971, quando debuttò nel Gran Premio d’Austria a Zeltweg, ritirandosi quasi a metà gara. La coppia Niki Lauda e Ronnie Peterson non conseguì buoni risultati nel campionato di F1, ma Lauda dimostrò il suo talento come pilota regolare in F2. Dopo aver ottenuto un altro prestito, l’austriaco decise di spostarsi presso la BRM in F1, dove fece coppia con Clay Regazzoni per la stagione 1973. Tornato alla Ferrari, Regazzoni mise una buona parola su Niki Lauda con Enzo Ferrari, che decise di convocare l’austriaco a Maranello. Durante la stagione 1974, Niki Lauda esordì in Argebtuba con un secondo posto in sella alla Ferrari 312 T, e vinse il suo primo gran premio a Jarama, in Spagna. Dopo aver vinto anche in Olanda, ebbe l’opportunità di competere per il titolo mondiale con Regazzoni, Emerson Fittipaldi (McLaren) e Jody Scheckter (Tyrrell). 

L’incidente del 1° agosto 1976

Il 1° agosto 1976, poco più di 42 anni fa, durante il Gran Premio di Germania al Nürburgring, sotto la pioggia, perse il controllo della vettura. L’impatto fu talmente violento che il pilota perse anche il casco e svenne. La sua Ferrari, poi finita in mezzo alla pista, andò in fiamme. Lauda, che si giocava il Mondiale con Hunt, si salvò grazie ai rapidi soccorsi di altri piloti – Guy Edwards, Brett Lunger, Harald Ertl e Arturo Merzario – che lo estrassero rapidamente dall’abitacolo.

Nell’84 il GP d’Austria è la 12^ prova della stagione. La lotta per il Mondiale piloti sembrava già un affare tra le due vetture della scuderia inglese che montava motori Porsche. Prost era il leader della classifica con 44,5 punti mentre Lauda inseguiva a 39, con il terzo, l’azzurro Elio De Angelis era a 10 punti di distanza con la sua Brabham. Nelle qualifiche però davanti a tutti c’è il brasiliano Piquet della Brabham. Nelson, campione del mondo nel 1983, piazza la sua BT53 davanti alla McLaren di Prost e all’altra Brabham di Teo Fabi, staccati rispettivamente di 30 millesimi e di un decimo e mezzo. In seconda fila dietro l’italiano parte Lauda. Dal 20simo posto scatta invece un altro austriaco, con una vettura del team tedesco ATS, di cui sentiremo parlare, si chiama Gerhard Berger. La gara sui quasi 6 km del circuito sulle colline della Stiria non ha un avvio. Ne ha due. Perchè dopo il primo semaforo verde la macchina di Elio De Angelis si spegne. E si è costretti a ripetere la procedura di partenza. Al secondo via, Piquet mantiene la testa seguito da Prost e dalla Renault di Derek Warwick. Nei primi giri Lauda è “intruppato” nel gruppo che insegue la coppia al comando. Il pilota austriaco con il suo stile di guida “scientifico” è però già terzo al nono giro, superando la Renault di Patrick Tambay sulla Panorama Kurve. Dopo venti giri con Piquet davanti e la coppia McLaren Prost-Lauda a inseguire, la svolta. La Brabham di De Angelis rompe il motore e perde olio sulla curva dedicata a Jochen Rindt e al giro dopo arriva il trio di testa. Piquet sbanda ma riesce a stare in pista, così come Lauda, mentre Prost va in testacoda toccando le protezioni e si ritira. Con la fine della corsa del “Professore” Lauda si lancia all’inseguimento di Nelson Piquet, dietro all’austriaco c’è la Toleman di un esordiente, l’altro brasiliano Senna. Anche Ayrton deve mollare per un problema alla pressione dell’olio e così per la vittoria è solo Piquet contro Lauda. Niki ci prova prima sul rettilineo dei box poi al giro 43 lo passa. Nei restanti otto giri il campione di casa controlla. E’ lui il primo (e unico) austriaco a vincere a Zeltweg in Formula 1. Con quei nove punti balzerà in testa al Mondiale e non la lascerà più fino all’ultima gara in Portogallo.

Lauda nel settembre 2012 è stato nominato presidente onorario non esecutivo della Mercedes (detiene anche una partecipazione azionaria). Nel 1979 ha fondato la Lauda Air, poi assorbita dall’Australian Airlines. Nel 2018 ha fondato un’altra compagnia aerea, la Laudamotion. Gli ultimi mesi, invece, sono sati complicati per il suo stato di salute. “Sta lottando come un leone”, le recenti parole del figlio Mathias. Dopo un coma indotto e un trapianto al polmone (da lui definito “peggio del Nurburgring”) tra agosto e ottobre 2018, il presidente non esecutivo di Mercedes è finito nuovamente in ospedale a gennaio e da allora necessita di ulteriori trattamenti: passa fino a sei ore al giorno in riabilitazione a Vienna. Difficile anche solo ipotizzare il suo arrivo a Melbourne per la prima gara della stagione.

(Fonte SkySport)

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