L’Udinese respira ma c’è poco da stare tranquilli

La vittoria ottenuta con grande sofferenza nel finale contro il Chievo ha regalato tre punti fondamentali ai bianconeri ma ci sarà ancora molto da lottare per raggiungere la salvezza

Una vera e propria boccata d’ossigeno quella arrivata contro il Chievo per l’Udinese di Nicola, tre punti sofferti, non totalmente meritati ma in ogni caso fondamentali per i bianconeri friulani per cercare di migliorare una classifica che resta al momento ancora molto pericolosa.

Periodo assai complicato quello attraversato dalla squadra friulana, l’ambiente particolarmente ostile e teso non aiuta a riportare quella tranquillità e quella unità d’intenti necessarie per risollevarsi e tornare a raggiungere una posizione di classifica più tranquilla e più in linea con i valori reali della squadra bianconera che non è cosi scarsa come qualcuno vuol far credere.

La gara di domenica pomeriggio al Friuli non ha regalato particolari emozioni agli spettatori presenti anzi ha prevalso la paura di perdere in entrambe le squadre, alla fine l’Udinese ha avuto la meglio grazie al rigore concesso nel finale ma il gioco espresso dalla formazione di Davide Nicola è ancora molto al di sotto delle aspettative. Certo è che quando una gara è da vincere a ogni costo la tensione e il nervosismo prevalgono, per vedere del bel gioco servirà avere la necessaria serenità che in questo momento l’Udinese non ha. Il Chievo non avrebbe meritato la sconfitta, il rigore ha punito in maniera eccessiva la squadra di Di Carlo che ha il merito di continuare a lottare nonostante la classifica che sembra ormai condannarla alla retrocessione. L’Udinese ha rischiato in più occasioni, ancora una volta il portiere argentino Musso è stato decisivo ed è grazie a lui e ai suoi interventi che la porta bianconera è rimasta inviolata.

Tra gli aspetti positivi per i bianconeri friulani oltre alle prodezze di Musso, ci sono i numeri che promuovono il reparto difensivo che è tra i meno perforati tra le squadre in lotta per non retrocedere, sono “solo” 31 le reti subite, dato che mette in evidenza l’impronta data dal tecnico che fin dal primo momento ha cercato di ridare solidità a una difesa diventata il punto debole del team bianconero. Tra le note dolenti invece ci sono gli altri due reparti, il centrocampo e l’attacco. Per quanto riguarda il primo la mancanza di un regista che imposti e crei gioco pesa come un macigno, Mandragora finora ha deluso, Fofana appare stanco e poco lucido, Behrami non garantisce quella continuità di rendimento a causa dei problemi fisici che lo limitano nell’arco della stagione, il nuovo arrivato Sandro non è ancora disponibile, insomma a centrocampo i problemi non mancano e Nicola nella prossima gara dovrà assolutamente inventarsi qualcosa per far fronte alle assenze. In attacco Lasagna appare sempre più involuto, De Paul continua a non fare la differenza quando con i mezzi e le qualità che si ritrova potrebbe tranquillamente farla mentre Okaka non è ancora al meglio della condizione. Il polacco Teodorczyk dopo una lunga assenza  può rappresentare al momento una valida alternativa e una soluzione in più a disposizione di Nicola. Chi invece sembra star bene e poter fare la differenza nel reparto offensivo è Pussetto partito dalla panchina domenica scorsa. Uno con il talento e la velocità di Pussetto in questa Udinese non può restare fuori, una soluzione in questo senso va trovata.

Sosta forzata ora per i bianconeri che avranno una settimana in più di lavoro per preparare al meglio un altra gara determinante quella contro il Bologna che ha il sapore di un vero e proprio spareggio salvezza, sarà ancora una volta vietato sbagliare, la classifica non lo permette.

MASSIMO LIVA

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