E se al posto della Fiorentina ci fosse stata la Juventus?

Ieri pomeriggio ha fatto molto scalpore la decisione del VAR, intervenuto per il contatto da rigore su Chiesa, soltanto dopo il gol in contropiede della Spal.

Immaginiamo ora, in una nazione calcistica dove la polemica la fa da padrona, dove il culto del sospetto viene alimentato quotidianamente da giornali, presidenti e addetti ai lavori, dove nei post partita si parla per un’ora di arbitri e relative decisioni, se al posto della Fiorentina, contro la Spal, ci fosse stata la Juventus. Apriti cielo: titoli delle solite testate e tweet dei soliti (notissimi) giornalisti pronti a invocare interrogazioni parlamentari, Calciopoli bis, campionati falsati, conflitti di interessi e chi più ne ha più ne metta, sarebbero stati scontati. Non è la prima volta che vengono usati due pesi e due misure a seconda di chi siano le vittime e i carnefici. Basti pensare alle innumerevoli ingiustizie che la Lazio ha subito negli ultimi mesi, passate quasi sempre in sordina.

Al di là delle polemiche, la decisione di ieri risulta essere indubbiamente corretta, come giuste erano anche decine di decisioni nei confronti della Juventus che, però, è stata ingiustamente additata con i soliti aggettivi. Primo esempio che viene alla mente, Juve Samp 2-1: rigore nettissimo per fallo di mano di Ferrari che interviene su un cross a braccia aperte prendendo il pallone di mano, fatto passare come penalty “generoso” o “aiutino” dai soliti mal pensanti disposti a insabbiare la realtà pur di portare acqua al proprio mulino. Sarebbe ora di vedere un calcio scevro da critiche sterili, da accuse assolutamente infondate e da macchine del fango indirizzate sempre nella stessa direzione. Al contrario bisognerebbe iniziare a riconoscere meriti a chi ne ha, senza inerpicarsi in teorie che creano soltanto alibi alla concorrenza, distraendola e sottraendola dalle proprie responsabilità

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