Domanda ai genitori dei ragazzini del Pro Piacenza scesi in campo ieri: sicuro che dovevate farli giocare? Ecco cosa ne pensa l’esperto, Dott.ssa Terragni

La partita persa ieri 20 a 0 dal Pro Piacenza contro il Cuneo è destinata a lasciare polemiche.

Ricordiamo che gli emiliani sono scesi in campo con 7 ragazzini e un magazziniere…

Applicando la psicologia allo sport ci chiediamo: ma è stato un bene per questi ragazzini giocare in 7 contro professionisti per farsi umiliare e prendere in giro?

Abbiamo sentito sulla questione la dottoressa Marzia Serena Terragni, psicologa dello Sport e e psicoterauta: “la prima cosa che mi viene a dire è che ovviamente non è stato un bene per questi ragazzini trovarsi a vivere una situazione di questo genere peraltro diventando loro stessi il campo di battaglia di un conflitto ad un altro livello, federale economico etc, e quindi anche sentendosi un po’,confusi su quello che stava succedendo ameno che non gli fosse stato spiegato in precedenza ma ho qualche dubbio al riguardo.

Ma mi viene da dire una cosa in più è cioè che neanche per i giocatori del Cuneo è stato un bene psicologicamente disputare questa partita perché comunque ora – per quel che ho potuto leggere e sentire- c’è anche l’attacco al Cuneo che ha umiliato con questi 20 gol questi ragazzini e quindi dovendosi poi sentirsi loro stessi in colpa e responsabili di questa partita è per come è andata a finire.

Direi, quindi, che questa partita non è stata un bene per nessuno men che meno per il calcio”

Anche il Presidente Ghirelli però se l’è presa anche coi genitori dei ragazzini scesi in campo: “E’ un aspetto che mi inquieta il fatto che i genitori non si siano opposti a far vivere un’esperienza disastrosa già in partenza, solo per dire ai loro amici di aver avuto il proprio figlio debuttante tra i professionisti. Una lezione educativa veramente ignobile”.

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