Calcio e fantacalcio: due rette che si intersecano

Il fantacalcio, dagli anni 90 in cui cominciò a conquistare cuore e tempo degli appassionati di calcio in Italia, è ad oggi diventato una sorta di secondo lavoro per coloro che scelgono di essere degli allenatori virtuali. Ragazzi di tutte le età e spesso anche adulti si cimentano in questa piacevole fatica quotidiana fatta di sacrifici in termini di tempo e di sanità mentale, di dialoghi immaginari con i propri calciatori è corredato da picchi alternati di gioia e delusione.

Essere fanta-allenatore vuol dire gestire virtualmente una rosa di calciatori scelti in fase di asta, combattere quotidianamente con altre persone che ti accuseranno di essere fortunato ad ogni tuo bonus ottenuto, rovinarti il week-end a causa delle prestazioni scadenti dei tuoi giocatori o regalarti felicità per una partita vinta di mezzo punto.

La distanza tra calcio e fantacalcio è stata netta fino alla nascita dei social network i quali, con un’espansione incontrollata, hanno portato negli ultimi anni a ridurre quasi a zero la distanza tra protagonisti virtuali e reali. Molti fanta-allenatori non si sono fatti problemi a scrivere sui profili dei propri beniamini sia per esaltarne le prestazioni sia per rimproverare pessime partite.

Ultimo ed ormai famoso episodio è quello che ha visto protagonista Kevin Prince Boateng e il suo coach virtuale. La vicenda riguarda un ragazzo che aveva acquistato il centrocampista nel mercato di riparazione invernale scambiandolo per altri due giocatori e che non prese bene il suo successivo passaggio al Barcellona. Dopo aver espresso sul profilo instagram del giocatore la sua delusione perché aveva puntato su di lui per poter vincere il proprio fanta-campionato, ha ricevuto la risposta del calciatore il quale ha provveduto a inviare un bonifico per “risarcire” il ragazzo della perdita.

Ovviamente è scontato sottolineare che nessuno si sarebbe aspettato neanche una risposta dal campione ghanese, figuriamoci un gesto del genere. Gesto, però, che ci da un quadro del totale cambiamento che la nostra generazione sta vivendo. Mentre tempo fa sembrava impossibile avere anche solo una relazione con un professionista, ad oggi si è arrivati ad un punto inimmaginabile. Merito di due fattori: lo straordinario sviluppo e diffusione di questo gioco sempre più vicino alla realtà e l’avanzamento incontrollato della tecnologia.

Interpretarlo come un segno positivo o negativo sta alla soggettività di ognuno di noi, sicuramente però si tratta di cambiamento forte ed epocale.

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