Un campionato sempre più spezzatino e un calcio sempre meno dei tifosi

La Lazio gioca di giovedì, la Roma gioca di venerdi, la partita tra Milan ed Empoli della prossima settimana viene spostata 3 volte da domenica a venerdì in barba a tutte le organizzazioni possibili dei tifosi per andare allo stadio e organizzare la propria vita privata.

Il campionato di Serie A, così come tutto il calcio ormai, è diventato un vero e proprio programma tv da inserire nei palinsesti quotidiani in modo da spalmare il più possibile l’offerta ed ottenere il maggior numero di introiti dalle emittenti private.

Il calcio di oggi non è più quel gioco che per alimentarsi ha bisogno dei tifosi che vadano allo Stadio ma è diventato un buisness che per crescere ha necessità di finanziamenti da televisioni private che a loro volta guadagnano con chi si piazza tutta la settimana davanti allo schermo.

Per carità, intendiamoci, non è sbagliato seguire la propria squadra dalla tv – seppur tifarla dallo Stadio è sicuramente altro – anche perché tanti tifosi materialmente non possono, ed è sicuramente fuori dubbio che la tecnologia e le pay tv hanno portato a non perdersi neanche un minuto della propria squadra del cuore, però c’è sicuramente da dire che siamo diventati totalmente schiavi del sistema.

In primis perché paghiamo profumatamente un servizio che spesso risulta essere incentrato solamente a tirare fuori più soldi possibile dai nostri portafogli (vedi il caso della ripartizione Sky-Dazn) e secondo poi perché ci hanno reso dei burattini davanti ad uno schermo.

Vi lasciamo con un interrogativo: cambierà il calcio o saremo sempre più vittime di uno sport che sta lasciando i tifosi come ultima ruota del carro?

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