Monza, Galliani: “fatto un mercato come al Milan e siamo pronti a sferrare l’attacco alla Serie B”

“Ora abbiamo una rosa per lottare per la Serie B”. Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, non si nasconde dopo aver chiuso un mercato faraonico.

Trenta movimenti a sancire l’inizio dell’era Berlusconi: 16 arrivi e 14 partenze. Una ricostruzione, o meglio una rivoluzione, che ha stravolto la rosa. Un rientro davvero con il botto nelle stanze del calciomercato per Adriano Galliani che, dopo trentuno anni di Milan, confessa che “le emozioni nel portare a termine le trattative sono state quelle di sempre: tifando Monza da una vita anche la passione è stata la stessa di quando compravo giocatori per il Milan”.

Scrive la Gazzetta dello Sport che ogni reparto è stato rafforzato con giocatori di Serie B.

Al centro della difesa sono arrivate due garanzie come Marconi e Scaglia, mentre sugli esterni l’esperienza di Lepore si unisce alla voglia dei giovani Anastasio, Bearzotti e De Santis.

Il nuovo centrocampo è già di categoria superiore con Armellino e il monzese di nascita Fossati: faranno maturare al loro fianco Palazzi e Di Paola.

E poi i colpi in attacco: nessuno in Serie C può unire la fantasia di Chiricò con l’intelligenza tattica di Marchi e il senso del gol di Brighenti. “La trattativa più difficile è stata con il Cittadella per Scaglia – racconta Galliani –.

I colpi del condor? Gli ultimi sono stati Lepore e De Santis, ma non possiamo dire che gli altri siano stati meno importanti”.

Dell’undici titolare che ha iniziato la stagione, solo D’Errico è riuscito a mantenere il posto.

Ora la parola passa al campo: oggi c’è la Sambenedettese. “Il nostro obiettivo è fare più punti di tutti nelle partite che mancano – prosegue Galliani -.

Pordenone irraggiungibile? Dobbiamo fare la corsa su noi stessi, come una gara a cronometro: al traguardo vedremo dove saremo arrivati. È una buona notizia che ci siano due finali playoff: le possibilità di promozione raddoppiano”. Dalle parti di Monzello non si sottovaluta neppure la Coppa Italia di C: sarebbe “romantico” veder alzare un trofeo alla coppia Berlusconi-Galliani esattamente trent’anni dopo la prima Coppa dei Campioni.

(Fonte Gazzetta dello Sport)

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