Roma, e se il prossimo allenatore fosse Maurizio Sarri?

Pallotta ha di fatto mollato la situazione nelle mani di Monchi, che ribadisce la fiducia nel tecnico. L’allenatore ha parlato con i giocatori: nessuno contesta i suoi metodi. Si va avanti così, ma il presidente può perdere la pazienza in ogni momento e chiamare un “traghettatore”: ecco i nomi

Avanti, in una normalità chiassosa. La barca naviga a vista, nella nebbia, in un’indifferenza apparente che assomiglia alla paura di non arrivare più. La Roma prova a ricompattarsi dentro al suo eremo, osservata da soli sei tifosi che in mattinata si sono alternati davanti ai cancelli di Trigoria e poi hanno ricevuto la parola «scusa, scusa» da Patrik Schick. Dopodomani c’è il Milan, c’è la boa da afferrare per tenere la rotta Champions, ogni verdetto per il 7-1 di Firenze è rinviato alla prossima settimana.

FILTRI – All’interno, l’unità di crisi si è mossa in cerca di soluzioni più che di colpevoli. Eusebio Di Francesco, di nuovo traballante, ha incassato la fiducia di Monchi ma ha parlato alla squadra per capire se ci fosse qualche giocatore poco convinto dei suoi metodi. Pare che nessuno tra i giocatori si sia fatto avanti.

CONTATTI – E’ però indiscutibile che nella Roma siano tanti a incidere nelle scelte. Franco Baldini, il consulente invisibile, ricomparso l’estate scorsa a Boston dopo mesi di anonimato voluto, ha contattato Paulo Sousa. E qualcuno ha preferito credere fosse per parlare di un calciatore da portare in Cina quando Sousa allenava da quelle parti. In realtà Sousa rimane il candidato più autorevole per la successione a Di Francesco, nel caso in cui la situazione precipitasse.

PANUCCI – Una cosa è certa. La Roma non ha in pugno un allenatore “sicuro”, capace di risollevare subito la squadra. Il crollo fiorentino è stato troppo fragoroso perché la società potesse preparare un piano B. E da Boston, come da Trigoria, converge un dato: se Di Francesco verrà esonerato, sarà scelto un sostituto che accetti un contratto di pochi mesi con rinnovo automatico in caso di qualificazione alla Champions League. Paulo Sousa potrebbe dire sì, come Christian Panucci che è un conoscitore delle vicende romaniste ed è amico di Totti e De Rossi.

SARRI – Comunque vada, la Roma vorrebbe sentirsi libera di ripartire da zero a partire dal primo luglio. Con un’idea segreta che si riaffaccia con due anni di ritardo: Maurizio Sarri, il cui futuro al Chelsea è tutt’altro che definito.

Fonte: corriere dello Sport

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