La favola di Santi Cazorla: dall’inferno alla doppietta contro il Real Madrid

Dopo due anni fermo e otto operazioni il centrocampista spagnolo ferma la squadra di Solari con una doppietta

Se la storia di Santiago Cazorla fosse un film verrebbe probabilmente etichettato come inverosimile, ma spesso la vita reale riserva scenari più clamorosi di quanto ci possa immaginare.

Il centrocampista spagnolo prima di rinascere con la maglia del Villareal in questa stagione non scendeva in campo dal 19 ottobre 2016. Era un Arsenal-Ludogorets (6-0 per i padroni di casa) e quella fu l’ultima partita di Cazorla prima di sprofondare nell’abisso, terminato soltanto all’inizio di questo campionato dopo due anni di assenza.

In realtà i problemi erano iniziati già nel 2013 con una frattura ossea al tallone d’Achille durante l’amichevole Spagna-Cile. Dopo un mese e mezzo tornò in campo credendo di aver risolto tutto invece negli ultimi 5 anni Cazorla ha dovuto subire ben otto operazioni, arrivando addirittura a rischiare l’amputazione del piede.

Sei fortunato se tornerai a camminare e a giocare in giardino con tuo figlio” sono state le parole che si è sentito dire l’ex Arsenal da medico al termine dell’ultimo intervento, ma lo spagnolo non si è mai arreso e ha vinto la sua battaglia riuscendo a convincere il Villareal a dargli l’ultima chance della carriera.

Il sottomarino giallo, squadra dove Cazorla è cresciuto calcisticamente e ha giocato per ben 7 staioni (dal 2003 al 2006 e dal 2007 al 2011, 248 presenze totali), adesso si gode la sua rinascita condita da gol in tutte e tre le competizioni a cui partecipa: Liga, Europa League e Copa del Rey.

STORICO GOL Il ritorno al gol è avvenuto lo scorso 4 ottobre nel match di Europa League contro lo Spartak Mosca. Allo spagnolo la rete mancava da due anni, in Europa addirittura da sette.

APICE DELLA FAVOLA Il finale più bello di questa clamorosa favola è stata la doppietta di giovedì scorso  nel pareggio per 2-2 contro il Real Madrid, una partita impossibile da dimenticare per Cazorla che ha coronato l’incredibile risalita del centrocampista dall’inferno al paradiso.

Piercarlo Cao

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