Spalletti: Basta odio nel calcio, domani cambi di formazione

Ha parlato poco fa davanti alla stampa Luciano Spalletti, tanti i temi toccati, dalla partita di domani ai fattacci di Inter-Napoli

Cosa pensa su quanto accaduto nella partita con il Napoli e sulla decisione del Giudice Sportivo?
Basta all’odio nel calcio in generale, è questa la cosa importante. Da tanto si dice di partire, ma partiamo. Non entro nel merito della sentenza, perché poi si vanno a colpire anche quei tifosi che vogliono andare allo stadio invece che restare a casa. È chiaro che poi l’educazione della squadra si sia vista in precedenza, ma anche dentro la partita stessa. E lo stile dell’Inter è scritto nell’atto costitutivo, Internazionale perché siamo fratelli del mondo e con chiunque voglia avere contatti con noi senza alcuna distinzione. Poi c’è una distinzione, riguardante il risultato della partita: se lo si vuole accostare a quanto accaduto, non è più giusto

Cosa pensa della proposta del sindaco Sala di dare la fascia ad Asamoah?
Se c’è bisogno di un comportamento per ribadire da che parte stiamo, lo facciamo volentieri. Ma nel lungo termine vogliamo dimostrarlo, non con un gesto ora perché siamo sotto i riflettori. I calciatori hanno dimostrato nella partita stessa il nostro comportamento, queste cose non si cambiano con un gesto ma con il continuo impegno quotidiano affinché da questo venga fuori la normalità. Se non si ha un impegno quotidiano, poi resta difficile delineare un cambiamento.

Fermarsi non sarebbe stato opportuno?
Bisogna fare qualche cosa di differente, sono tanti gli episodi accaduti. Non solo per quanto riguarda Koulibaly, ci dispiace per lui e siamo con lui, così come siamo al fianco di tutti coloro che vengono presi di mira durante le partite. Poi bisogna comportarsi meglio sicuramente, avere dei comportamenti giusti per essere persone di sport. 

Due giornate a porte chiuse: questo provvedimento potrebbe incidere?
Il dispiacere è tanto nel non poter giocare davanti al nostro pubblico. Ma se il premio è di andare ad impegnarsi per poter vincere questa battaglia, lo facciamo volentieri. Lo accettiamo. Ci sembra corretto il fatto di dover avere un comportamento differente, vogliamo vivere le partite in maniera diversa come fanno in diversi paesi

Nainggolan verrà utilizzato?
Torna a disposizione. Ma devo valutare bene, devo vedere meglio i calciatori durante l’allenamento. E Radja sta dentro queste valutazioni. 

Secondo lei il regolamento è giusto o si lascia troppa responsabilità all’arbitro?
Non sono neanche tanto a conoscenza di cosa il regolamento preveda. Ma sicuramente bisogna iniziare un percorso, senza pensare a quello che poi devono fare gli altri. Da uomo di sport devo pensare innanzitutto a comportarmi bene e pensare che quello che è accaduto al mio collega mi dispiace. Io devo stare attento, anche perché sono già stato squalificato per eccesso di esultanza. Ci sono ruoli, competenze e ognuno deve essere competente nella sua professione e far rispettare le regole. 

Che ricordi ha di Empoli?
È diventata negli ultimi 25 anni la culla del calcio, grazie alla competenza di chi ci lavora il talento trova sempre massima espressione. Hanno lanciato tantissimi giovani, sono stati nella condizione di andare a sfruttare tutte le qualità di questi ragazzi. Questo la dice lunga sull’ambiente che c’è ad Empoli, quale forma di tranquillità riescano a fornire ai propri calciatori. A Empoli ho percorso i primi metri nel calcio, ci torno sempre volentieri perché mi racconta sempre qualcosa di nuovo. Lì ho amici, famiglia, tante cose: sono affezionato. Chiaramente giocare contro di loro in questo momento non sarà facile, sono una squadra con delle qualità sia individuali che collettive importanti. Iachini l’ho avuto come calciatore, ora da allenatore so cosa può trasferire. Se non saremo bravi a sfruttare tutte le qualità che abbiamo e a metterle in campo, diventerà una partita complicata. 

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