Serie A, il regno dell’arroganza e del vittimismo

Il ritorno del Boxing Day in Serie A ha comportato la presenza di tanta gente allo stadio ma anche di tanti veleni con atteggiamenti dei protagonisti del gioco, ossia allenatori, arbitri e calciatori, ai limiti dell’incomprensibile.

Il freddo clima delle feste è stato certamente surriscaldato, almeno in ambito calcistico, da una giornata di campionato di Santo Stefano ricca di polemiche.

Ad apparecchiare la tavola, per i successivi sviluppi, sono le dichiarazioni del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, che alla notizia della designazione di Mazzoleni per la partita con l’Inter non ci va giù leggero: “Con noi è sempre stato cattivo e non imparziale“.

Parole che appaiono ai limiti del surreale, soprattutto se pronunciate da chi è a capo di una società, e che hanno avuto il loro riflesso sui cartellini mostrati in InterNapoli con una gestione non molto efficace: nulla da dire sul rosso ad Insigne, qualcosa invece su quello mostrato a Koulibaly e quelli non sventolati a due calciatori dell’Inter.

Il senegalese sbaglia certamente nell’applauso ironico al direttore di gara ma reagisce così dopo esser stato oggetto di “buu” razzisti a più riprese, con una sospensione della gara richiesta per ben 3 volte dalla panchina del Napoli, e dopo aver incassato una prima ammonizione per un fallo inesistente su Politano.

Verrebbe poi da chiedersi dove sono il cartellino rosso per Keita, meritevole come Insigne di finire la gara anzitempo, e quello giallo per Politano che, a più riprese, ha richiesto platealmente l’ammonizione per Koulibaly, gesto di solito punito.

Ormai un’uniformità sembra non esistere più in certe situazioni: basti pensare che in RomaSassuolo, Kolarov è oggetto solo di un richiamo verbale molto “soft” dopo aver mandato a quel paese l’arbitro Giacomelli sotto i suoi occhi e anche qui senza troppo badare a contenersi.

Non sono però solo i direttori di gara a sbagliare ma anche i calciatori e la loro “arroganza” : restando sempre all’Olimpico fa “sorridere” lo sfogo social di Duncan del Sassuolo che accende gli animi senza motivo: “Vergogna, si decide prima chi deve vincere” , a proposito del gol non assegnato agli emiliani per millimetri dalla gol line technology, non dal Var.

L’unico verdetto della tecnologia veramente insindacabile insieme a quello sul fuorigioco.

Chiosa finale sugli allenatori, e in particolare sul “vittimismo” di Allegri post AtalantaJuventus : il mister bianconero stigmatizza giustamente, pur senza mai citarlo, De Laurentiis ma allo stesso tempo sembra parlare di arbitri, peraltro qui senza motivo vista la corretta espulsione di Bentancur, solo quando conviene ossia solo quando la Juventus non vince.

Troppo semplice dire che in Italia non esiste cultura sportiva, il che resta comunque vero, solo in circostanze sfavorevoli.

Lo scorso anno, ad esempio dopo il successo della Juventus in casa dell’Inter, stranamente Allegri non ebbe nulla da dire.

Ci sarebbe da includere, in una giornata del genere, anche il dilemma razzismo negli stadi che in Italia appare incredibilmente irrisolvibile ma forse si finirebbe con il ripetere inutilmente cose che nel 2018dovrebbero” essere “scontate“.

 

Pier Francesco Miscischia

 

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