Ancelotti: “Koulibaly non era sereno”. Perché allora non è stato sostituito?

“L’espulsione di Koulibaly è stata determinata da uno stato d’animo – ha tuonato Ancelotti in conferenza stampa, spiegando la situazione vissuta in campo e solo percepita dalla tv – E’ stato insultato per tutta la partita, abbiamo chiesto alla procura federale di intervenire 3 volte, hanno fatto solo annunci senza sospenderla come era giusto fare. Koulibaly è un professionista educato, non fa mai quel gesto, errato, ma lo stato d’animo non era sereno e l’arbitro non ha tenuto conto di tutto questo”. Alla fine della gara Carlo Ancelotti s’è recato proprio da Mazzoleni, per calmare molti dei suoi uomini nel nervosismo finale, ma soprattutto per chiedere delucidazioni sul perché non abbia interrotto la gara al continuare dei cori dopo l’ennesimo annuncio dello speaker, come pure ribadito – anche pubblicamente – dal designatore Rizzoli, dal capo Nicchi e dal presidente federale Gravina. “Vorremmo capire quanti annunci siano necessari prima di interromperla – ha polemizzato – ma a questo punto alla prossima andremo via noi. Ci daranno partita persa, pazienza”.

Questo quanto dichiarato da Ancelotti, che però probabilmente nega di avere colpe sul fatto che il difensore abbia giocato tutta la partita in modo nervoso e lui non lo ha mai sostituito, così come Insigne, parso come l’ombra di sè stesso in campo.

Ma non sarebbe stato meglio sostituirli entrambi, invece di dare la colpa all’arbitro?

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