La parabola discendente di Florenzi, vice capitano fischiato dalla tifoseria

Il laterale destro giallorosso, capitano in assenza di De Rossi, sta vivendo un momento delicato riscontrando malumori nei suoi confronti dalla tifoseria.

Il tifo della Roma è sempre stato caratterizzato da entusiasmo e demoralizzazione che facevano passare i giocatori dalle stelle alle stalle in pochissimo tempo: chi però è stato quasi sempre escluso da questo modo di fare sono stati i giocatori romani, coccolati e esclusi solitamente da critiche a causa del forte legame con la città.

Francesco Totti e Daniele De Rossi su tutti, negli ultimi anni sono stati l’esempio lampante di come un giocatore romano e romanista possa essere trattato in questa città, per quanto il centrocampista abbia vissuto anche momenti di forti critiche.

Chi invece sembra essere arrivato ad un punto di rottura con il tifo giallorosso è Alessandro Florenzi, vice capitano e uno dei più longevi giocatori nella rosa della Roma: da qualche tempo il suo nome è infatti bersaglio di critiche e insulti sui social, a causa di “comportamenti non meritevoli della fascia da capitano”. Più che per alcune prestazioni mediocri infatti, i tifosi sembrano non accettare una mancanza di leadership del laterale, come ad esempio dopo la gara di Plzen in Champions quando a presentarsi sotto il settore giallorosso inferocito per l’ennesima sconfitta fu il solo Manolas.

L’ultima puntata di questo legame spezzato si è avuta domenica sera in occasione di Roma-Genoa, quando il suo nome è stato fischiato più di tutti gli altri compagni al momento della lettura delle formazioni e ai primi palloni toccati.

Con il contratto rinnovato a fine luglio per i prossimi 5 anni (altro motivo di critiche nei suoi confronti a causa della cifra elevata), per Florenzi ora arriva forse la prova più difficile da calciatore, ovvero riconquistare i suoi tifosi e ritornare ad essere un “figlio di Roma” e non più un “mercenario e traditore”.

Filippo D’Orazio

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