Cristiana Capotondi, attrice e vice presidente di Lega Pro: è la persona giusta per risolvere i problemi della categoria?

A dicembre non sappiamo ancora quante squadre retrocederanno dalla B alla C e quante ne saliranno dalla C alla B.

Ieri sera a SkySport abbiamo visto la nuova – e bella- numero 2 della Lega Pro, Cristiana Capotondi, e qualche riflessione ci viene in mente di farla.

Perché conferire questo delicato incarico a Cristiana Capotondi che di mestiere fa l’attrice e non ad una persona esperta ed operativa?

Leggendo le sue prime dichiarazioni abbiamo appreso che il suo contatto con il mondo del calcio deriva dal fatto che ” ha ereditato la passione per il calcio da suo nonno” è che ” gioca amichevoli di beneficienza” e che intende ” far ripartire il sistema calcio italiano dalla Lega Pro con romanticismo pragmatico”.

“In che senso?” direbbe Carlo Verdone?

A chi è venuta in mente questa straordinaria idea? Come vengono accettate le candidature? Chi l’ha votata?

Ieri sera l’abbiamo sentita parlare di mani a saponette del portiere Olsen e di altre amenità ma niente di propositivo per risolvere i problemi della categoria per la quale è vicepresidente.

Ci permettiamo- e ce ne scusi la signora Capotondi – di dubitare se abbia o meno le competenze del ruolo visto che dal suo curriculum nulla emerge.

Saprà qualcosa di mutualità tra leghe, di regole degli Under, premi di valorizzazione, di regole di paracadute etc etc.

Ieri sera ci aspettavamo, come tutte migliaia se non milioni di tifosi delle squadre di serie B e C, di sentire qualcosa di concreto per risolvere l’intricata matassa delle serie cadette.

E invece…nulla.

Quando la sentiremo parlare dei problemi di categoria allora saremo i primi a rivedere i nostri pensieri: fino a quel momento lasciateci pensare che sia l’ennesima persona messa al posto sbagliato.

Esattamente lo specchio dell’Italia.

O no?

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